Il caso Ilva, l'ideologismo ambientale, le iniziative della magistratura. Non è tutta colpa del governo Meloni. Rassegna ragionata dal web
Su Strisciarossa Riccardo Gianola scrive:
«Da Torino, Genova, Taranto, storiche città dell’Italia industriale, emergono i segni di una disgregazione produttiva, si lascia morire un tessuto economico che dovrebbe essere salvaguardato, sostenuto, rilanciato. Se il nostro paese “cresce” dello zero virgola ci sarà pure qualche relazione con l’industria in agonia, con l’insipienza del governo Meloni che vara una finanziaria “senza sviluppo” per usare i termini di Confindustria. Dalle fabbriche dell’ex Ilva occupate e in sciopero sale l’allarme di lavoratori lasciati soli. Quel che rimane dell’ex Ilva, è senza pace, senza padroni, abbandonata da un governo incapace di attirare imprese, di formare cordate, di proporre una strategia industriale. Niente, siamo al solito teatrino delle convocazioni ministeriali dove i tavoli sono vuoti di piani, mentre il governo della destra, rispondendo a vecchi indecenti istinti, tenta pure di dividere gli operai del Nord da quelli del Sud proponendo tavoli...
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