Pubblicità (occulta):come è bella quando è vip

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La subiamo ogni giorno, senza saperlo, in tram, in auto, davanti alla TV, al cinema, durante i concerti, o allo stadio… è la pubblicità occulta. Anzi, siamo quasi contenti di scoprire, o meglio crediamo di scoprire, che un nostro beniamino, un cantante, un calciatore, o un attore indossi vestiti di un certo marchio, o fumi una particolare qualità di sigarette, ma niente è casuale. Il testimonial piace e aiuta le vendite. Ci sono persone che per conto di aziende di diverso tipo si occupano di product placement (=piazzamento di prodotto), cioè regalano a divi e personaggi famosi capi di abbigliamento, scarpe, occhiali e orologi da indossare: il vip si guadagna un guardaroba, mentre l’azienda si vede pubblicizzata nelle migliori occasioni. La canottiera super-trasparente color carne indossata da Nicole Kidman in Eyes Wide Shut e prodotta da Hanro, azienda svizzera specialista d’intimo, ha triplicato le vendite dopo la breve comparsa cinematografica. Salvatore Ferragamo ammette di aver vestito molti attori dai mitici anni ’20 ai giorni nostri. Tra i più recenti ci sono Eddie Murphy in Bowfinger e l’ultimo agente 007 (Pierce Brosnan) in “The world is not enough”. Anche Mel Gibson indossa scarpe e cravatte Ferragamo in “The Million Dollar Hotel”, l’ultima fatica di Wim Wenders, mentre nell’ultimo film d’animazione dove Robert De Niro e Renee Russo recitano insieme a personaggi di cartoni animati (The Rocky & Bullwinkle Movie), Renee sventola una borsa Ferragamo per richiamare l’attenzione d’un aereo in fuga. Si sussurra, invece, che Harrison Ford sia un cliente affezionato di scarpe Ferragamo e per lo strapagato spot della Lancia, sia impazzito a cercare un modello di scarpe introvabili a Parigi, la città dove è stato girato il cortometraggio. Pare, inoltre, che alla fine abbia “dovuto” chiedere all’azienda fiorentina di farsele mandare dall’Italia. C’è chi, invece, si nomina testimonial per il lancio del suo stesso prodotto. Ci ha provato la stra-riciclata Isabella Rossellini con la sua linea di make-up, Manifesto. Ma chi c’è dietro? Un’azienda cosmetica, o un partito politico?

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