A prova di bambino – Ho visto

Il nuovo Museo del 900 di Milano visto dai bambini

Bello il nuovo Museo del 900 di Milano e supera la prova bambino. Dove nasce la sua bellezza? E la prova bambino? Secondo l’opinabilissimo parere (da non esperti ma amanti della bellezza) di tre amiche e sei bambini dai sei ai tredici anni, nasce dall’incontro riuscito tra le opere esposte e lo spazio restaurato che si snoda sui cinque piani creati nell’Arengario, abbracciando anche l’ultimo piano del Palazzo Reale. Milano si offre allo sguardo del visitatore, anzi ne fa parte, e il museo si offre allo sguardo di Milano, di chi cammina frettoloso o di è in coda per entrare e comincia così, già da fuori, la sua visita al museo.

 

La prova bambino. La premessa è prevedere la presenza di qualcuno che spieghi le opere in una sorta di percorso (nel nostro caso le mie due amiche, una artista, l’altra letterata), senza togliere ai bambini il primo impatto con l’opera stessa, quello dove nasce la meraviglia, lo stupore che ti fa dire “che bello!” e alcune volte il disappunto o l’irritazione. Poi la fruizione di ampi spazi e alcuni particolari che sono molto piaciuti ai bambini, ma anche a noi, costituisce verifica di prova superata: la rampa di luce azzurra che sale a spirale dentro l’Arengario, le scale mobili, la libreria dei bambini, le vetrate che offrono scorci sui palazzi vicini e sul Duomo, visto da angolazioni e altezze nuove. Lo si riesce a vedere dall’altezza delle sue guglie e se ci andate col buio, dalle ore 19, vedrete anche le sue vetrate colorate (illuminate verso l’esterno dall’8 dic. scorso). Sembra quasi che l’esterno entri a far parte del museo. Provate a vedere il “Neon” di L. Fontana che si riflette nelle vetrate insieme al Duomo.

Le opere presenti. Oltre al sito del Museo molti altri riportano i titoli e la spiegazione delle opere presenti con, in alcuni casi, un percorso storico ed artistico, che risulta semplice e chiaro da capire. Se volete leggere le opinioni e le preferenze del nostro piccolo gruppo, da bambini ma non bambocci, opinabili ma pertinenti, potete leggere il mio articolo riportato su Tempi.   
Fino al 28 febbraio l’entrata sarà gratuita.