Al Rosario in San Pietro il Pontefice torna a denunciare «la demoniaca catena del male» che «annienta la vita». E intanto la Santa Sede si muove per far pressione su Washington
Papa Leone XIV al rosario per la pace, Vaticano, 11 aprile 2026 (Foto Ansa)
«La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina». Sono state parole decise quelle usate ieri da papa Leone XIV durante il rosario per la pace. «Alziamo allora lo sguardo! Rialziamoci dalle macerie! - ha detto papa Prevost - Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà».
E poi: «La preghiera ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono. Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile ...
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