Poesie, peluche e tanti «valori» per riprendersi dall’insediamento di Trump

The Donald entra alla Casa Bianca e le università Usa offrono “spazi sicuri” per proteggere gli studenti dalle possibili conseguenze psicologiche dell’evento

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Poteva mancare un “safe space” per difendere i giovani americani dalle possibili, drammatiche conseguenze psicologiche dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca? Non che non poteva. E infatti, come segnala The College Fix, la Ohio State University e la University of Connecticut hanno pensato bene di offrire ai loro studenti la possibilità di celebrare una inaugurazione alternativa all’insegna di poesie, valori e diritti molto più inclusivi e “sicuri” di quelli (evidentemente scioccanti) del prossimo presidente.

«INCONTRARE PERSONE NUOVE». Le attività “protette” proposte alla Ohio State University si sovrappongono quasi perfettamente al programma della cerimonia presidenziale. Gli organizzatori lo hanno intitolato “’I, too, am America’ Inauguration Day 2017” (Anche io sono America), sostenendo di essersi ispirati alla poesia di Langston Hughes “I, Too”. Come si legge nel sito dell’ateneo, si tratta di una specie di momento di autogestione (un “teach-in”, ovvero un sit-in educativo collettivo) che prevederà «un seminario di lettura poetica, un progetto di arte murale comunitaria» e altre cose simili immaginate con l’obiettivo di «creare un safe space per la comunità del campus della Ohio State per mettersi in relazioni gli uni con gli altri, sostenere aspirazioni e favorire crescita e cambiamento». Tra le altre cose, i programmi realizzati dai promotori del safe space diversamente trumpiano intendono mettere i partecipanti nelle condizioni di «individuare almeno due problemi di giustizia sociale» e «incontrare almeno due persone nuove così come riallacciare il rapporto con almeno un vecchio amico/conoscente».

«ASCOLTIAMOCI A VICENDA». Un po’ più breve l’evento allestito alla University of Connecticut, ma l’ispirazione è simile visto che «gli studenti, i docenti, lo staff e chiunque si consideri parte della comunità dell’ateneo sono invitati a condividere una breve lettura (magari un estratto dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani), una poesia (magari Let America Be America di Langston Hughes [ancora lui, ndr]), una esibizione o una storia (magari la vostra storia)». «Insieme», promettono gli organizzatori, «incarneremo il tipo di comunità che desideriamo essere – inclusiva, indivisibile, equa e democratica», e per giungere a questo «ci raduneremo, ci ascolteremo a vicenda e rifletteremo sui valori che fanno nostra la nostra università».

«CI SARANNO I LEGO». Invece alla Georgetown University, che sta proprio a Washington, niente safe space in contemporanea con l’insediamento perché gli studenti oggi hanno il venerdì libero, ma per lunedì 23 gennaio il gruppo GUPride, che si definisce una «LGBTQ Student organization», propone la “Self-Care Night”, una «serata di relax, ristoro e riposo dopo una lunga settimana», presumibilmente passata da molti degli interessati a protestare contro Trump. «Ci saranno Lego e animali imbottiti e libri colorati – venite e abbracciate il bambino che c’è dentro di voi».

Foto Ansa

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