Peter Thiel, il katechon e il tempo allocativo
Peter Thiel ha riportato il katechon nel lessico pubblico con una combinazione difficilmente imitabile di miliardi, escatologia e Silicon Valley. Nelle sue conversazioni sulla teologia politica e, più recentemente, nelle lezioni dedicate all’Anticristo, la vecchia figura della Seconda lettera ai Tessalonicesi riappare come il potere che impedisce la precipitazione della fine. Chi trattiene? La Chiesa, l’America, una pluralità di Stati, l’imprenditore tecnologico, forse lo stesso apparato che promette di salvarci dall’apparato? Il gioco delle identificazioni è affascinante e inevitabilmente sospetto: chi cerca il katechon finisce spesso per riconoscere nel proprio campo il volto del salvatore e in quello avversario le fattezze dell’Anticristo.
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