Il potere prima del potere

Di Fabio De Felice
10 Settembre 2026
Il contributo di Fabio De Felice (Università degli Studi di Napoli Parthenope) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Sergio Belardinelli su Peter Thiel
Un’immagine scattata durante il Global Artificial Intelligence Machines and Electronics Expo di Macao, Cina, 4 dicembre 2025
Un’immagine scattata durante il Global Artificial Intelligence Machines and Electronics Expo di Macao, Cina, 4 dicembre 2025 (foto Zumapress/Ansa)

C’è stato un tempo in cui, per comunicare a distanza, bisognava comprare un gettone telefonico. Quel piccolo oggetto di metallo consentiva l’accesso a una rete pubblica e il suo valore seguiva le decisioni sulla tariffa telefonica. Oggi, per accedere alla più importante infrastruttura cognitiva che stiamo costruendo, utilizziamo ancora gettoni, solo che li chiamiamo “token”.

I token sono le unità attraverso cui viene misurato l’utilizzo dei grandi modelli di intelligenza artificiale. Li consumiamo quando chiediamo a una macchina di riassumere un documento, scrivere un programma, analizzare un’immagine o elaborare milioni di dati. La differenza rispetto al vecchio gettone è sostanziale. Il suo valore si formava all’interno di un’infrastruttura sottoposta alla sovranità pubblica, mentre il prezzo dei token viene stabilito dalle imprese private che controllano i modelli e le infrastrutture necessarie al loro funzionamento.

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