Perché mi tengo alla larga da Trump

In pratica la Dottrina Trump, rivolta al resto del mondo, è: “Fatevi i fatti vostri che io mi faccio i fatti miei”

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Ma Donald Trump crede in Dio? Non sembra proprio. Crede nel denaro, questo è certo. Crede nelle avventure femminili. E si è visto in tanti anni di attività. Crede in sé stesso, e molto fermamente, a quanto pare. Quando, per obbligo istituzionale deve cantare “God bless America”, lui pensa “God bless Trump”. Trump non ama nessuno più di sé stesso, anzi ama tutti molto meno. Soprattutto i poveri, quelli che non possono permettersi nemmeno una gita fuori città durante il week-end. Trump ama vivere nell’extralusso, nella sua villa di Mar-a-Lago in Florida, nella sua penthouse a New York.

Trump non si sente un “conservatore compassionevole” come George W. Bush, non ha nulla del cristiano battista come Jimmy Carter. Trump è l’emblema del “ricco Epulone” della parabola evangelica, che al povero affamato non lasciava nemmeno le briciole della sua mensa. Anzi preferiva che le mangiassero i cani.

Si vede lontano un miglio che Trump non ama il prossimo suo come sé stesso. Anzi, ama sé stesso diecimila volte di più del prossimo suo. Trump è uomo di muri, di barriere di filo spinato, se muri e barriere non bastano a fermare i messicani che cercano lavoro e fuga dalla miseria negli Stati Uniti. Mai nessun presidente è stato così arrogante.

Lontano dall’Europa
Di Europa non ne vuol sapere. “America first” è il suo motto. Di “buon cuore americano”, quello che abbiamo visto dopo la seconda guerra mondiale in Europa, e più tardi in altri paesi, non desidera sentir parlare. Per Trump il resto del mondo non esiste. Conta sola l’America, e nemmeno tutta, visto l’odio che esprime per la stampa, gli intellettuali, gli artisti di Hollywood, i finanzieri di Wall Street come George Soros che non sono allineati con lui.
L’Europa da Trump può aspettarsi solo il peggio. Vuole che ci paghiamo la difesa, che non facciamo più conto sull’America, che ci arrangiamo da soli. In pratica la Dottrina Trump, rivolta al resto del mondo, è: “Fatevi i fatti vostri che io mi faccio i fatti miei”. Se gli Stati Uniti avessero sempre pensato come lui dal 1942 in poi, i nazisti sarebbero ancora al potere.

Forse a Trump non sarebbe dispiaciuto, visto la simpatia sua, e di alcuni suoi consiglieri come Bannon, per i dittatori e per certi filosofi come l’italiano Julius Evola. Trump non capisce e nemmeno ha mai cercato di capire l’Europa. È molto lontano da noi. E anche dai nostri sentimenti religiosi.

Non appare nemmeno certa la sua visita in Vaticano, durante il prossimo viaggio da queste parti. Il colloquio fra lui e il Santo Padre forse non ci sarà. E se dovesse esserci assomiglierebbe molto a quello fra un peccatore non pentito e una sacerdote misericordioso. Una misericordia inutile per chi, della misericordia e della carità cristiana, non sa cosa farsene. Alla larga da Trump, please.

Foto Ansa

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