Perché leggere Susanna Tamaro

Al di là delle diversità di carattere (io napoletano, lei triestina), mi arricchisco a leggere il suo “Una grande storia d’amore”

Susanna Tamaro

Ho letto Una grande storia d’amore, l’ultimo libro di Susanna Tamaro. Preciso che sono amico di Susanna anche se i nostri caratteri sono diversi. Io sono napoletano, amo il sole e le cose chiare, dico subito ciò che penso… e così via. Lei è triestina, erede di una cultura austroungarica e lontana parente di Italo Svevo… potrei continuare con le differenze ma sono tante. Faccio questa premessa perché non scrivo una recensione classica del libro ma propongo solo alcune considerazioni.

Premetto che Susanna ha una capacità tutta sua di raffigurare ciò che agita l’animo umano. Rifugge dalle descrizioni teoriche ma preferisce il linguaggio concreto della natura. Per descrivere una situazione psicologica passa dal vento di libeccio e dalla vita delle api ai sentimenti che agitano il cuore. Leggere i suoi scritti è sempre agevole e piacevole. 

Copertina del libro di Susanna Tamaro Una grande storia d'amore

I caratteri umani che descrive sono quanto più lontano ci sia dallo stile mediterraneo. I suoi personaggi si muovono tra Cormons (Friuli, patrono Sant’Adalberto. Proprio così Adalberto), Trieste, Lido di Venezia e… arriviamo al massimo del meridione: l’isola d’Elba con vista sulla Corsica. I comportamenti delle persone sono quasi incomprensibili per un meridionale. I protagonisti della grande storia d’amore vivono insieme per venticinque anni e lei all’inizio ha già una bambina. Solo dopo tutti questi anni lei spiega per lettera come è nata e di chi è figlia la bambina, che nel frattempo ha avuto il tempo di affezionarsi al compagno della mamma, andare all’università, scomparire da casa, drogarsi e così via… La lettera viene trovata e letta solo dopo che lei, la mamma, è morta improvvisamente per emorragia cerebrale. 

Questo stile silenzioso di amore percorre tutto il libro. Lui ha dei genitori ma parla poco con loro. Solo quando si accorge che la mamma sta per morire trascorre un po’ di tempo con lei. Col papà il rapporto è sereno ma distante… La storia d’amore è intervallata da lunghe assenze, motivate solo alla fine del libro. Il lettore napoletano si chiede: ma perché non vi spiegate meglio? perché non vi dite subito la verità? perché non cercate di addolcire le asprezze del carattere?

Le risposte ci sono. C’è gente che vive così. Susanna le descrive bene perché le conosce. Ciononostante si può vivere un grande amore e il finale, seppure dopo tanti dolori, si apre alla speranza.

Penso che il valore di un libro sia misurato dal sapore e dall’arricchimento che lascia nell’animo.

Al di là delle differenze di carattere, e anche per queste, per me è stato importante leggerlo.