Perché Facebook cancella i post di chi denuncia i crimini di Singapore?

Quanto avvenuto all’attivista Teo Soh Lung fa sorgere alcune domande sul social network di Mark Zuckerberg: «Ma quali sono gli standard della comunità?»

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Perché denunciare i crimini della polizia e del governo autoritario di Singapore è un atto che viola gli standard della comunità di Facebook? È la domanda che si è posta l’attivista Teo Soh Lung, di professione avvocato per la difesa dei diritti civili, quando si è vista cancellare dal social network di Mark Zuckerberg un messaggio.

«DA CHI POSSIAMO CORRERE?».  Nel post ricordava il giorno di maggio in cui la polizia fece irruzione nel suo appartamento, lo mise a soqquadro e perquisì diversi materiale e proprietà della donna senza avviso di garanzia e solo per aver espresso una sua opinione il giorno prima delle elezioni. «Hanno commesso un crimine e sono arrabbiata», ha scritto su Facebook prima di essere oscurata. «Ma dove posso fare ricorso? Non abbiamo un’istituzione per i diritti umani (…). Siamo uno stato di polizia. Per la più piccola irritazione, i singaporiani corrono dalla polizia. Ma quando è la polizia a fare un torto, da chi possiamo correre?».

facebook-singapore-soh-lung-teoSTANDARD DELLA COMUNITÀ. Il post è stato cancellato da Facebook, che ha anche impedito all’attivista di pubblicare messaggi per un giorno. Non è la prima volta che i messaggi critici della polizia di Singapore vengono cancellati e l’avvocato si chiede «quali sono questi standard della comunità di Facebook». Forse, scrive, «è una nuova tattica per mettere a tacere» i critici della città-Stato asiatica.

GOVERNO AUTORITARIO. Singapore è uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma anche uno dei più tristi. Il padre-padrone della città-Stato, morto l’anno scorso, ha guidato il paese con pugno di ferro, isolando gli oppositori politici, imbavagliando i media e restringendo le libertà personali, pur avendo guidato l’economia nazionale verso la prosperità. E anche la libertà religiosa, seppur riconosciuta, è stata subordinata al “bene comune della società”. Per «preservare l’armonia confessionale» ha di fatto imposto un controllo serrato sugli spazi di riflessione, il libero pensiero e la stessa possibilità di contestare il potere costituito. Il governo ha appena installato 62 mila telecamere per meglio controllare le strade. Non è chiaro se Facebook serva lo stesso scopo.

Foto Ansa/Ap

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