Per educare un bambino di sette anni bisogna fargli credere che un bacio tra due donne valga più degli altri?

Comunicato stampa della Manif pour tous Italia – Bologna: «La differenza fra maschio e femmina appartiene alla realtà dell’uomo dal punto di vista biologico, antropologico, sociale e psicologico»

Pubblichiamo il comunicato stampa della Manif pour tous Italia – Bologna

LIBERI DI ESISTERE, VIVERE E PENSARE

Se è vero che siamo tutti liberi di esistere, liberi di vivere la sfera sessuale in maniera più o meno adeguata al desiderio del nostro cuore e liberi di pensare la propria affettività secondo l’educazione ricevuta, è altrettanto vero che nessuno può arrogarsi il diritto, soprattutto se ha delle responsabilità educative specifiche, di utilizzare la funzione educativa per operare sistematici tentativi di omologazione ideologica a danno di famiglie e bambini.

A Bologna, purtroppo, succede che “qualcuno” fa suo questo diritto e ritiene che debba esistere un unico modo di vivere uguale per tutti, un solo modo di fare cultura e, cosa ancor più grave, una sola proposta educativa a cui tutti devono sottostare. Addirittura c’è qualcuno che per educare un bambino di 7 anni ritiene necessario fargli vedere che un bacio fra due donne vale più di qualsiasi altro bacio e che quindi va valorizzato il più possibile.

Tra questi “qualcuno” c’è il teatro Testoni che propone spettacoli ad un pubblico di bambini, bambini che vanno all’asilo, alla scuola materna, per crescere il più possibile in modo positivo e aperto. Imporre loro di fatto un’ idea falsa e non maggioritaria, è operare un danno alla democrazia.

Il comune di Bologna attraverso la sua ufficialità istituzionale, sottrae risorse a realtà più urgenti e significative della città e si permette il lusso di concedere al teatro Testoni la cifra di 810.000euro solo in virtù di una scelta ideologica e strumentale.

Non è l’opposizione ad una idea diversa dalla nostra che ci fa muovere, ma la preoccupazione dell’educazione reale di questi bambini e della salvaguardia della convivenza sociale e democratica.

Una persona può pensare che non ci sia la natura e che ci sia soltanto se stessa e le sua scelte, ma non può pensare che tutta la società debba ospitare questa come unica posizione. Riteniamo che la differenza fra maschio e femmina, con la loro obiettiva distinzione e funzionalità come da millenni, appartenga alla realtà dell’uomo dal punto di vista biologico, antropologico, sociale e psicologico.

Siamo convinti che iniziative come queste, e per giunta  finanziate dalle istituzioni pubbliche,  non abbiano né scopo educativo,né culturale,né di integrazione e né tantomeno di verità ma siano tutte tese a minare la libertà di espressione e di pensiero.

Chiediamo al Comune di Bologna e a chi fa politica in città di non tradire lo spirito per cui sono nate le convenzioni, ovvero quello di offrire un servizio di pubblico di interesse e di tentare di rispondere alla domanda che sempre più spesso ci poniamo: perché finanziare sempre, da quasi vent’anni, solo alcuni teatri e altri, che offrono spettacoli di altissima qualità e plurali, non vengono neanche considerati?