Le crisi diplomatiche con l'Argentina e il Messico sono una spia delle difficoltà del primo ministro spagnolo. Rassegna ragionata dal web
Il presidente spagnolo Pedro Sanchez (Ansa)
Sul Sussidiario Nicola Berti scrive: «Un pronipote eurosocialista di Craxi – il Premier spagnolo Pedro Sánchez – ha invece consentito che il leader catalano Carles Puigdemont rientrasse in Spagna, tenesse un breve comizio a Barcellona e tornasse in Belgio nonostante i mandati d’arresto della magistratura iberica, tuttora pendenti dopo sette anni dal fallito tentativo di golpe separatista in Catalogna. Una farsa tragica quella andata in scena giovedì: non solo per lo stato di diritto in Spagna, ma per la credibilità della democrazia nell’Ue in una fase storica molto complicata».
Per alcuni aspetti la Spagna viene oggi considerata tra gli Stati dell’Unione che se la cavano meglio: deficit e debito paiono sotto controllo, lo stato dell’occupazione non è brillante ma un ministro con la sapienza degli antichi comunisti come Yolanda Díaz - pur non essendo in grado perlopiù di far passare le sue leggi bocciate dai conservatori autonomisti/indipendentisti baschi e catalani che sostengono Sánch...
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