Papa Francesco, Scruton: «L’Europa ha cristianizzato il mondo, ora il mondo rievangelizza l’Europa»

Roger Scruton: «L’Europa ha cristianizzato il mondo, oggi le élite europee hanno rifiutato la cristianità, per questo l’elezione di Bergoglio sarà l’occasione di una rievangelizzazione dell’Europa attraverso un gesuita argentino».

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«Così come i gesuiti europei partirono per evangelizzare l’America latina, adesso i gesuiti devono tornare indietro per rievangelizzare l’Europa». Commenta così al Foglio l’elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, Roger Scruton, il famoso filosofo conservatore britannico. «Il sud America è decisivo per il futuro del cristianesimo, è come il grande crinale fra due mondi, il Vecchio e il Nuovo» afferma l’anglicano.

RIEVANGELIZZARE L’EUROPA. L’elezione del primo papa non europeo non sancisce la perdita di importanza dell’Europa, «quanto la sua riaffermazione attraverso la periferia – continua Scruton – Papa Bergoglio è la storia stessa dell’evangelizzazione di un grande continente. È come un ciclo storico: la cristianità ha creato l’Europa, l’Europa ha cristianizzato il mondo, oggi le élite europee hanno rifiutato la cristianità, per questo l’elezione di Bergoglio sarà l’occasione di una rievangelizzazione dell’Europa attraverso un gesuita argentino».

CHIESA CONTRO NUOVO UMANESIMO. Rievangelizzare l’Europa, secondo Scruton, significa contrastare il «nuovo umanesimo»: «Nell’Inghilterra in cui sono cresciuto Dio era inglese. Oggi Dio è uno straniero. (…) Il nuovo umanista si definisce contro qualcosa, ha un approccio negativo alla condizione umana, per cui gli esseri umani sarebbero vittime dell’aristocrazia, della borghesia, del capitalismo, dei preti, perfino di Dio. E si avverte la necessità di distruggere questa forza aliena. Per questo l’Illuminismo, che promise libertà e giustizia,  ha scatenato una serie infinita di guerre. Quella che i romani chiamavano “pietas” è scomparsa dalla vita pubblica europea. Questo è particolarmente evidente nei paesi cattolici come Francia e Italia. Dove la Chiesa ha smesso di essere una voce pubblica in quei paesi, il laicismo è diventato una cultura colonizzatrice».

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