Papa Francesco: «Preparatevi all’incontro con Gesù. La Chiesa non è organizzazione, ma Madre»

All’udienza generale, il Pontefice ha detto che «la Chiesa non è una ong, è una storia d’amore». E che «un cristiano che si chiude in se stesso, non è un cristiano»

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Papa Francesco, stamattina, davanti a oltre centomila persone all’udienza generale in Piazza San Pietro, ha proseguito la sua catechesi sul Credo laddove professiamo che Gesù «di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti». «La storia umana – ha detto – ha inizio con la creazione dell’uomo e della donna a immagine e somiglianza di Dio e si chiude con il giudizio finale di Cristo. Spesso si dimenticano questi due poli della storia, e soprattutto la fede nel ritorno di Cristo e nel giudizio finale a volte non è così chiara e salda nel cuore dei cristiani. Gesù, durante la vita pubblica, si è soffermato spesso sulla realtà della sua ultima venuta. Oggi vorrei riflettere su tre testi evangelici che ci aiutano ad entrare in questo mistero: quello delle dieci vergini, quello dei talenti e quello del giudizio finale. Tutti e tre fanno parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi, nel Vangelo di san Matteo».

PREPARATI A UN INCONTRO. Il Papa, parlando delle dieci vergini, ha detto che «quello che ci è chiesto è di essere preparati all’incontro: preparati ad un incontro, ad un bell’incontro, quell’incontro con Gesù, che significa saper vedere i segni della sua presenza, tenere viva la nostra fede, con la preghiera, con i Sacramenti, essere vigilanti per non addormentarci, per non dimenticarci di Dio. La vita dei cristiani addormentati è una vita triste, eh?, non è una vita felice. Il cristiano dev’essere felice, la gioia di Gesù… Non addormentarci!».
Parlando della parabola dei talenti, papa Francesco ha osservato che «un cristiano che si chiude in se stesso, che nasconde tutto quello che il Signore gli ha dato non è cristiano! È un cristiano che non ringrazia Dio per tutto quello che gli ha donato!».

LA CHIESA NON E’ UNA ONG. Sempre questa mattina, durante la Messa presieduta nella Cappellina della Casa Santa Marta, il pontefice ha detto che la Chiesa non è un’organizzazione burocratica, è una storia di amore.
Non sono i discepoli a fare la Chiesa, loro sono degli inviati, inviati da Gesù. E Cristo è inviato dal Padre: «E allora – ha detto il papa -, si vede che la Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre, che ha avuto questa idea… Non so se ha avuto un’idea, il Padre: il Padre ha avuto amore. E ha incominciato questa storia di amore, questa storia di amore tanto lunga nei tempi e che ancora non è finita. Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo ad una storia d’amore: ognuno di noi è un anello in questa catena d’amore. E se non capiamo questo, non capiamo nulla di cosa sia la Chiesa».
«La Chiesa – ha proseguito – non cresce con la forza umana; poi, alcuni cristiani hanno sbagliato per ragioni storiche, hanno sbagliato la strada, hanno fatto eserciti, hanno fatto guerre di religione: quella è un’altra storia, che non è questa storia d’amore. Anche noi impariamo con i nostri sbagli come va la storia d’amore. Ma come cresce? Ma Gesù l’ha detto semplicemente: come il seme della senape, cresce come il lievito nella farina, senza rumore». La Chiesa – ha ricordato il papa – cresce «dal basso, lentamente»: «E quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong. E’ una storia d’amore … Ma ci sono quelli dello Ior … scusatemi, eh! .. tutto è necessario, gli uffici sono necessari … eh, va bè! Ma sono necessari fino ad un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada».
Un capo di Stato una volta chiese quanto fosse grande l’esercito del Papa. La Chiesa – ha proseguito il pontefice – non cresce «con i militari», ma con la forza dello Spirito Santo. Perché la Chiesa – ha ripetuto – non è un’organizzazione: «No: è Madre. ÈMadre. Qui ci sono tante mamme, in questa Messa. Che sentite voi, se qualcuno dice: ‘Ma… lei è un’organizzatrice della sua casa’? ‘No: io sono la mamma!’. E la Chiesa è Madre. E noi siamo in mezzo ad una storia d’amore che va avanti con la forza dello Spirito Santo e noi, tutti insieme, siamo una famiglia nella Chiesa che è la nostra Madre».

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