Papa Francesco apre la Settimana Santa: «Non siate mai tristi, la Croce di Gesù è la gioia dei cristiani»

Nell’omelia della Domenica della Palme, il pontefice esorta a non aver paura del sacrificio e a confidare in Gesù: «Ci accompagna e ci carica sulle spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo mondo»

«Non siate mai uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona». Papa Francesco apre la settimana santa all’insegna della gioia della presenza di Cristo, perché la Croce di Gesù, ha detto durante l’omelia per la domenica delle Palme in San Pietro, «è la gioia dei cristiani». Al termine della celebrazione, ricordando l’importanza dei giovani nella Chiesa e della loro testimonianza di fede, Papa Francesco ha sottolineato l’importanza della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà in Brasile dal 23 al 18 luglio.

LE TENTAZIONI DEL DIAVOLO. «La nostra – ha detto ancora il Pontefice durante l’omelia della Messa – non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona: Gesù, dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti!». È in questi momenti, avverte il Papa, che il diavolo fa la sua comparsa «mascherato da angelo tante volte e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo! Seguiamo Gesù! Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo mondo. E per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù».

LA GIOIA DELLA CROCE. «Gesù – ha spiegato ancora il pontefice – prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, di potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il creato! E i nostri peccati personali: le mancanze di amore e di rispetto verso Dio, verso il prossimo e verso l’intera creazione. Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con la forza dell’amore di Dio lo vince, lo sconfigge nella sua risurrezione». Parlando del denaro e del potere, ha interrotto il discorso e guardando l’assemblea ha sorriso dicendo: «Poi nessuno può portarlo con sé. Mia nonna diceva: il sudario non ha tasche».

LA NOSTRA INADEGUATEZZA NON CONTA. «Cari amici – ha proseguito – noi tutti possiamo vincere il male che c’è in noi e nel mondo: con Cristo, con il Bene! Ci sentiamo deboli, inadeguati, incapaci? Ma Dio non cerca mezzi potenti: è con la croce che ha vinto il male! Non dobbiamo credere al Maligno che ci dice: non puoi fare nulla contro la violenza, la corruzione, l’ingiustizia, contro i tuoi peccati! Non dobbiamo mai abituarci al male!… E non dobbiamo avere paura del sacrificio. Pensate a una mamma o a un papà: quanti sacrifici! Ma perché lo fanno? Per amore! E come li affrontano? Con gioia perché sono per le persone a cui vogliono bene. La croce di Cristo abbracciata con amore non porta alla tristezza, ma alla gioia!».
Prima della conclusione della Messa Francesco ha invitato i fedeli alla preghiera dell’Angelus e ha affidato a Maria l’itinerario dei giovani verso la Gmg di Rio de Janeiro.