Come è possibile rispettarsi fra persone e fra Stati senza riconoscere prima una «realtà delle cose»? Il discorso del Papa al corpo diplomatico, un intervento da imparare a memoria
Ci sono discorsi dei papi che meritano un’attenzione particolare perché esprimono le intenzioni della Santa Sede per il futuro. È questo certamente il caso del discorso che tradizionalmente il Santo Padre rivolge all’inizio dell’anno ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede. E anche quest’anno (9 gennaio) è stato così, perché Leone XIV ha detto loro cose molto importanti, direi fondamentali, come è stato notato da diversi commentatori. Forse però vale la pena di riprendere e memorizzare i punti principali toccati dal discorso, perché troppo sovente i papi vengono citati, a volte anche a sproposito, ma raramente si cerca di esprimere la cornice dei loro interventi e così se ne perde la profondità.
Intanto il Papa ha voluto inquadrare le sue riflessioni all’interno del capolavoro del suo maestro sant’Agostino, il De civitate Dei, ricordando le due città che si contrappongono nella storia, quella celeste protesa verso Dio e quella terrena piena dell’amor proprio fino al disprezzo d...
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