Il Paese dei Normali
L’uomo che in un mese ha perso tutto
Nel Paese dei Normali c’è un uomo che in un solo mese ha perso il lavoro, la casa e la moglie. Non in quest’ordine, ma quasi. Prima una mail cortese e definitiva. Poi l’affitto che non torna. Infine, una valigia che non era la sua, appoggiata vicino alla porta come una frase rimasta a metà.
Paolo dorme da amici diversi, cambia quartiere, cambia abitudini. Impara a non lasciare tracce. Porta sempre con sé uno zaino leggero. Dice che l’essenziale pesa meno di quanto si pensi, ma anche che è difficile capire cosa lo sia davvero quando tutto il resto è sparito.
La cosa più strana, racconta, non è perdere tutto. È accorgersi che il mondo continua uguale. I bar aprono, i treni partono, le coppie litigano. Nessuno rallenta. Solo lui è fermo, come se fosse rimasto indietro di qualche secondo rispetto alla vita.
Il tempo incerto
Qualcuno gli dice “Vedrai che ti rialzi”. Lui annuisce, per educazione. Ma pensa che rialzarsi non è un gesto atletico. È una questione di fiducia. E la fiducia, quando cade, non sempre si rompe subito. A volte si incrina piano, senza rumore.
Paolo non si sente una vittima. Si sente sospeso. Come una cosa lasciata sul tavolo che nessuno usa più ma che nessuno butta. Sta imparando a stare lì, in quel tempo incerto, senza chiedere troppo al futuro e senza pretendere risposte immediate da sé stesso.
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