Palle di vetro

Lettera a tempo

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E così pare che ci siano riusciti. Dopo il seme di un altro lui nell’ovulo di lei a crescere nel ventre di lei, e il seme di un altro nell’ovulo di un’altra impiantati nel ventre di un’altra ancora senza che i futuri genitori abbiano minimamente contribuito (un tale che nel frattempo aveva divorziato voleva rinunciare a ritirare il neonato alla consegna, ma “i figli sono di chi li ha ordinati”, ha sentenziato un tribunale anglosassone, tipo “una pizza al 5!”), qualcuno ha risolto anche il fastidioso problema della gestazione. Una volta fecondato l’embrione si svilupperà direttamente in campo neutro, in un ventre di vetro, presumo in una sorta di nursery alchemica, così che la donna in carriera non perderà del tempo con nausee ed eventuali altri fastidi né correrà pericoli nel parto, ma soprattutto si sarà affrancata dall’inestetico pancione. Poiché alti si sono levati i lai di tanti bravi cristiani, pervicacemente attaccati alla gestazione naturale (i retrogradi e passatisti!), questa mia letterina sarà per loro. Dunque, darà per scontato che questa tecnica, al momento ancora futuribile ancorché solennemente annunciata, si svilupperà ed il tutto avverrà come sommariamente descritto. Il feto sarà dunque controllabile giorno per giorno nella sua lenta ma inesorabile crescita: non vedete quale conseguenza involontaria ne conseguirà? Ma è chiaro! Crolleranno molti alibi per l’aborto ed in più sarà evidente che l’attuale scadenza di termini prevista per l’interruzione volontaria della maternità mostrerà tutta la sua artificiosità: cosa vorrà dire infatti, per chi potrà constatare de visu come lo sviluppo della creaturina in quel provvidenziale contenitore trasparente sia un continuum, il divieto di ucciderla da domani mentre oggi è ancora consentito? Estirpare un “qualcosa” dal fondo di un ventre oscuro è più facile se quel qualcosa non mostra di essere un “qualcuno” da subito… Forse il diavolo che ha fatto la pentola avrebbe dovuto evitare che ci si potesse guardare dentro. Perché a volte la verità acceca.

P.S. Pare che l’inventore di questa tecnica sia uno scienziato scozzese. Da genovese comprendo il suo generoso tentativo di far risparmiare alle donne lavoratrici il loro prezioso tempo. Resta il fatto che il dottor Mengele era un povero dilettante.

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