Pagamento debiti della p.a. a rischio per oltre i due terzi delle imprese creditrici

Meno di un terzo delle amministrazioni interessate avrebbe avviato le procedure per lo sblocco. Rete Imprese Italia chiede l’introduzione di una “clausola di salvaguardia”

In forse il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione per oltre due terzi delle imprese creditrici. Lunedì 29 aprile è scaduto il termine entro il quale gli enti pubblici avrebbero dovuto iscriversi alla piattaforma telematica predisposta dal ministero dell’Economia per procedere allo sblocco dei debiti; mentre il 30 aprile è scaduto il termine entro cui formalizzare la richiesta delle risorse necessarie per il pagamento dei debiti. Si tratta di due scadenze indispensabili perché il pagamento dei debiti possa andare a buon fine. Ma, secondo il quotidiano ItaliaOggi, meno di un terzo delle amministrazioni interessate avrebbe completato l’iscrizione.

ALLARME. A confermare che sono moltissime le amministrazioni e gli enti che non hanno nemmeno avviato le procedure di registrazione è Rete Imprese Italia dove, come confermato a tempi.it anche da Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, sono preoccupati per un possibile inceppamento del sistema, a motivo anche del ritardo dell’invio delle istruzioni operative recapitate a regioni, province ed enti locali dal ministero.
Per questo motivo, Rete Imprese Italia ha rinnovato all’esecutivo del neo premier Enrico Letta la richiesta, già rivolta al governo Monti, l’artefice del decreto sblocca debiti (dl 35/2013), di introdurre, almeno, una “clausola di salvaguardia”, che consenta alle imprese creditrici della p.a. di compensare i crediti con i debiti fiscali e previdenziali.