Ora il Papa viene insultato in prima pagina. Ma il tribunale condanna il magazine tedesco

L’Associazione dei giornalisti tedeschi difende il magazine Titanic che ha insultato in prima e ultima pagina il Papa con due fotomontaggi. Ma il tribunale di Amburgo fa ritirare le copie del numero.

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Un fotomontaggio di Benedetto XVI con la tonaca bianca macchiata di urina in prima pagina e uno in ultima con il papa girato di spalle e una macchia marrone sul vestito. È per queste due immagini che ieri il tribunale di Amburgo, su richiesta del Vaticano, ha stabilito che la rivista satirica tedesca “Titanic”, che le ha pubblicate, dovrà ritirare le copie del numero pena una sanzione economica di 250 mila euro.

I vescovi tedeschi hanno rilasciato un comunicato in cui si rallegrano «per la decisione rapida del tribunale di Amburgo» che «fa capire quando la satira non è più tale ma ferisce e offende la persona», in questo caso di Joseph Ratzinger. La rivista, insiste la nota, «va oltre qualsiasi misura sopportabile» e rappresenta una «violazione dei diritti personali del Papa».

Dal canto suo il direttore della testata Leo Fischer
si è difeso affermando che la copertina, dal titolo «Allelujah in Vaticano. Trovata la fonte della perdita», allude alla felice risoluzione dello scandalo di Vatileaks e mostra il Papa che dalla felicità si rovescia addosso la Fanta, bevanda che gli piace molto. Fischer ha aggiunto che spera «in un colloquio personale» con il Papa per chiarire tutto e sottolinea che è «la prima volta che un Papa procede per vie legali».

L’Associazione dei giornalisti tedeschi (Djv) si schiera al fianco della rivista. La disposizione contro la copertina del papa sarebbe «esagerata», ha criticato il presidente del Djv Michael Konken: «Anche il papa deve accettare la satira», ha dichiarato, aggiungendo che sul «cattivo gusto» dell’immagine scelta dal giornale si può anche discutere. Ma Domenico delle Foglie, presidente di Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione), dichiara che «i colleghi (colleghi?) di “Titanic” questa volta non possono appellarsi al più classico: “È la satira bellezza!”. La copertina e la controcopertina della fortunata rivista tedesca, di satirico non hanno proprio nulla. Anzi».

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