Ora di valorizzare il patrimonio pubblico: vale 10 miliardi l’anno – RS

Il Tesoro stima 6,6 miliardi a regime (ossia dal 2020) dalla valorizzazione degli immobili (3,3 miliardi riduzione degli spazi e 3 miliardi riduzione di costi di gestione). Altri 2,5 miliardi dall’aumento del rendimento delle concessioni e 1 miliardo dall’incremento della redditività delle partecipazioni degli enti locali

«Oggi prende avvio una grande riforma strutturale per la riduzione del debito e per la modernizzazione e la crescita del paese». Così Giulio Tremonti nel seminario convocato sul patrimonio pubblico al quale ieri hanno partecipato 150 tra banchieri d’affari e rappresentanti di gruppi immobiliari. “I frutti della ricognizione del patrimonio sono stati illustrati al Tesoro da Edoardo Reviglio, capo economista della Cassa depositi e prestiti, uno dei massimi esperti del settore: il patrimonio pubblico dello Stato vale 1.800 miliardi «di cui 700 miliardi immediatamente valorizzabili». Reviglio ha poi precisato che dei 700 miliardi sono quattro le aree sulle quali si può agire: crediti, concessioni, immobili e partecipazioni” (Foglio, p. 1).

Il patrimonio immobiliare è «stimato in 500 miliardi di cui il 5-10 per cento di 40-50 miliardi è immediatamente vendibile». “La valorizzazione del patrimonio dello Stato vale quindi quasi dieci miliardi l’anno a regime, senza considerare le possibili dismissioni immobiliari (entro il 2015 i risparmi annui raggiungibili sarebbero pari a 5 miliardi). Dalle cessioni di immobili pubblici si possono ricavare 25-30 miliardi, mentre dalla vendita dei diritti di emissione di Co2 sono ricavabili altri 10 miliardi. Tra gli immobili liberi considerati nella stima il Tesoro include anche immobili in locazione a chi non ha più titolo per occuparli” (Foglio, p. 1).

Per Stefano Scalera, dirigente generale del Tesoro ci sono due diversi effetti sul rapporto debito-Pil: «Nel breve periodo i maggiori effetti si ottengono con le dismissioni, per massimizzare la riduzione del debito nel lungo periodo, meglio l’aumento della redditività del patrimonio». “Il Tesoro stima 6,6 miliardi a regime (ossia dal 2020) dalla valorizzazione degli immobili (3,3 miliardi riduzione degli spazi e 3 miliardi riduzione di costi di gestione). Altri 2,5 miliardi dall’aumento del rendimento delle concessioni e 1 miliardo dall’incremento della redditività delle partecipazioni degli enti locali. L’attuale rendimento del patrimonio è dello 0,9 per cento quello di obiettivo è del 5,7 per cento” (Foglio, p. 4).

I piani del ministero dell’Economia prevedono la costituzione di una sgr pubblica che sarà operativa dall’anno prossimo. Dice al Foglio un banchiere d’affari che chiede l’anonimato: «Ci hanno messo cinque anni per fare la ricognizione, adesso pensano a una sgr che richiederò tre anni prima che sia operativa».