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L’omicidio di Kirk e la sinistra che non sa più riconoscere la violenza di sinistra

Di Piero Vietti
12 Settembre 2025
L’assassinio del noto attivista conservatore ha diviso ancora di più un paese in cui il dialogo tra chi la pensa diversamente è diventato impossibile. Gli Stati Uniti sono sul crinale di un abisso, chi li fermerà?
La scritta “la violenza non è mai la risposta” su un nastro adesivo che tiene ferma una bandiera americana sul luogo in cui Charlie Kirk è stato ucciso (foto Ansa)
La scritta “la violenza non è mai la risposta” su un nastro adesivo che tiene ferma una bandiera americana sul luogo in cui Charlie Kirk è stato ucciso (foto Ansa)

«Ciò che più conta per il nostro paese è capire su cosa non siamo d’accordo, in modo rispettoso. Perché quando le persone smettono di parlare è lì che accade la violenza». Charlie Kirk Nel momento in cui scriviamo il killer di Charlie Kirk non è ancora stato arrestato. L’Fbi ha però trovato la presunta arma del delitto abbandonata in una zona boscosa accanto al campus in cui l’attivista conservatore americano è stato ucciso nel pomeriggio di mercoledì, e diffuso l’immagine di un ragazzo «in età universitaria» che potrebbe essere l’assassino, chiedendo aiuto a identificarlo. Scrive il Wall Street Journal che secondo fonti di polizia sull’arma e sulle munizioni trovate ci sarebbero scritti slogan pro transgender e antifascisti. È possibile che si tratti di uno squilibrato, come in gran parte degli ultimi casi di violenza politica registrati negli Stati Uniti, anche se apparentemente molto freddo e preparato, essendo riuscito a colpire fatalmente Kirk al collo con un solo sparo da una dis...

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