L’assassinio del noto attivista conservatore ha diviso ancora di più un paese in cui il dialogo tra chi la pensa diversamente è diventato impossibile. Gli Stati Uniti sono sul crinale di un abisso, chi li fermerà?
La scritta “la violenza non è mai la risposta” su un nastro adesivo che tiene ferma una bandiera americana sul luogo in cui Charlie Kirk è stato ucciso (foto Ansa)
«Ciò che più conta per il nostro paese è capire su cosa non siamo d’accordo, in modo rispettoso. Perché quando le persone smettono di parlare è lì che accade la violenza». Charlie Kirk
Nel momento in cui scriviamo il killer di Charlie Kirk non è ancora stato arrestato. L’Fbi ha però trovato la presunta arma del delitto abbandonata in una zona boscosa accanto al campus in cui l’attivista conservatore americano è stato ucciso nel pomeriggio di mercoledì, e diffuso l’immagine di un ragazzo «in età universitaria» che potrebbe essere l’assassino, chiedendo aiuto a identificarlo. Scrive il Wall Street Journal che secondo fonti di polizia sull’arma e sulle munizioni trovate ci sarebbero scritti slogan pro transgender e antifascisti. È possibile che si tratti di uno squilibrato, come in gran parte degli ultimi casi di violenza politica registrati negli Stati Uniti, anche se apparentemente molto freddo e preparato, essendo riuscito a colpire fatalmente Kirk al collo con un solo sparo da una dis...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo