Mi auguro solo che le nostre “cicciottelle” non si siano offese

Da “giornalista di peso” Fred Perri assicura: «Compagni, amici e bastardi magri e affini, per me sarete sempre liberi di dire le vostre miserabili battute»

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Anticipiamo la rubrica di Fred Perri contenuta nel prossimo numero di Tempi, in edicola da giovedì 18 agosto (vai alla pagina degli abbonamenti)

Allora la notizia è questa: il direttore di Qs, la testata sportiva del gruppo Riffeser-Monti (Giorno, Nazione, Resto del Carlino), è stato rimosso dall’editore per aver dato delle “cicciottelle” alle arciere italiane che hanno sfiorato, a sorpresa, il podio a Rio de Janeiro. Perbacco, ho sempre pensato come mi sarei sentito in questo momento, quando noi obesi, ultima minoranza non tutelata, saremmo entrati nel cerchio magico protetto dal politically correct.

Anche ieri sera, a una cena, mi sono sorbito un paio di battute tipo “sei un giornalista di peso”. Il campionario di insulti e di spiritosaggini di voi infami magri è ridotto e banale. Come dice Tyrion Lannister, il mitico nano de Il trono di spade a uno straccione che dopo averlo deriso ne ha passate di ogni e torna a strisciare ai suoi piedi, «tutti quelli che fanno le battute sui nani pensano di essere originali, in realtà dite tutti le stesse cose». Tyrion, fratello, sei grande. Anche quando chiosi la situazione di noi diversi. «Se proprio vogliono darti un nome, accettalo, fallo tuo, in modo che poi non possano mai più usarlo per farti del male».

Per questo, spero che le ragazze italiane dell’arco non si siano offese. Una volta io lo facevo, poi ho smesso, ho rivendicato quello che sono. Per questo non mi va di finire come tutti quelli che erano una minoranza non tutelata e poi, passati dall’altra parte della barricata, aggregati alle truppe cammellate del politically correct sono divenuti pure loro spietati, arroganti, pronti alla condanna.

No, compagni, amici e bastardi magri e affini, per me sarete sempre liberi di dire le vostre miserabili battute. Non proporrò mai una legge sulla grassofobia, state sereni.

Foto Ansa

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