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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Se l’Olanda insegue il sogno tecnocratico che ha sfibrato l’Europa

Di Lodovico Festa
05 Novembre 2025
Il senso della vittoria del “macroniano” Rob Jetten, l’importanza di mobilitare i giovani e di puntare su messaggi semplici, la sconfitta di Wilders e Timmermans. Rassegna ragionata dal web
Il “macroniano” Rob Jetten, leader del liberalsocialista D66, il partito più votato alle ultime elezioni in Olanda (foto Ansa)
Il “macroniano” Rob Jetten, leader del liberalsocialista D66, il partito più votato alle ultime elezioni in Olanda (foto Ansa)

Il “macroniano” Rob Jetten, leader del liberalsocialista D66, il partito più votato alle ultime elezioni in Olanda (foto Ansa) Su Formiche Alessio Vernetti, analista di YouTrend, dice: «La partita politica olandese è tutt’altro che chiusa: serviranno, come detto, mesi per avere un governo stabile. Tuttavia, la direzione è chiara, il populismo arretra, il centro torna protagonista, e il voto olandese manda un segnale di continuità e fiducia all’Unione». Il voto olandese punisce il conservatorismo radicale di Geert Wilders che non è stato capace di esercitare un ruolo di governo quando ha vinto le precedenti elezioni, ma mette anche ai margini Frans Timmermans la cui linea rossa-verde non è stata premiata dagli elettori. * * * Sul Sussidiario Nicola Berti scrive: «La bandiera anti-migratoria e anti-islamica del Pvv è divenuta meno popolare dopo Gaza, sebbene vi si raccolga ancora intorno un olandese su cinque. D66 – con un leader nuovo, il giovane Jetten – ha saputo intanto innalzare con...

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