Olanda. «Solo chi ha un rapporto personale con Cristo manterrà la fede»

Esce un libro-intervista al cardinale olandese Willem Eijk: «La Chiesa è caduta in una delle più profonde crisi di fede della sua storia»

chiesa olanda cristiani
La chiesa di San Olaf ad Amsterdam trasformata in un “camping ristorante”

«Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». È questo incisivo passo del Vangelo di Luca a fare da sottotitolo a un libro-intervista al cardinale olandese Willem Eijk, arcivescovo di Utrecht, da poco uscito per Ares e realizzato da Andrea Galli. Il libro descrive nei particolari il crollo della fede cattolica in Olanda, uno dei paesi più scristianizzati d’Europa e del mondo, lasciando però uno spiraglio di speranza che si coglie fin dal titolo: Dio vive in Olanda.

LA FEDE SCOMPARE IN OLANDA

Come raccontato anche da tempi.it, i cattolici oggi sono circa 3,5 milioni su una popolazione di 17 e solo 150 mila vanno a Messa la domenica. Le chiese chiudono una dopo l’altra in tutte le diocesi e vengono trasformate in pub, luoghi di svago o altri tipi di edifici profani.

Il cardinale Eijk, in alcuni passi del libro selezionati e pubblicati sul blog Settimo Cielo dal vaticanista Sandro Magister, denuncia l’«iper-individualismo» di una società sempre più «intollerante» nei confronti di «un essere che la trascenda, sia esso la famiglia, lo Stato, la Chiesa o Dio».

«LAICI E PASTORI SONO CONFUSI»

Spiega l’arcivescovo di Utrecht:

«Una delle intenzioni del Concilio Vaticano II era che la Chiesa si aprisse alla società, cosa che ha fatto, ma la società da parte sua non si è aperta alla Chiesa. Anzi l’ha espulsa dalla vita pubblica. La Chiesa poi è caduta in una delle più profonde crisi di fede della sua storia e non si trova oggi nella posizione migliore per trasmettere la fede alla società. Molti laici e molti pastori sono confusi riguardo ai contenuti della fede. Solo dopo aver messo in ordine la propria casa, la Chiesa sarà di nuovo davvero capace di evangelizzare il mondo».

«RESTA CHI HA UN RAPPORTO CON CRISTO»

Per il cardinale Eijk, la fede però non scomparirà, anzi sta già rinascendo in quel «piccolo resto» di fedeli «che credono, che pregano, che hanno un rapporto personale con Cristo», nonostante «chiunque trovi oggi il coraggio di esporre la dottrina cattolica, specie sul matrimonio e l’etica sessuale, si senta dare del pazzo»:

«Penso che avverrà in molte parti del mondo quello che è già avvenuto da noi in Olanda. C’è stato un risanamento silenzioso tramite il ricambio delle generazioni. […] Perché chi rimarrà alla fine nella Chiesa? I preti e i laici del ’68, di quegli anni di sbandamento, con idee ultraprogressiste, non ci sono quasi più. In Olanda sono rimasti coloro che credono, che pregano, che hanno un rapporto personale con Cristo».

Foto Ansa