«I numeri del governo sull’edilizia scolastica sono falsi. Tutti falsi». Un indizio che è una conferma

L’unico provvedimento “nero su bianco” sull’edilizia scolastica è contenuto nel decreto Irpef e prevede solamente 244 milioni di euro per il 2014-2015. Ben poca cosa rispetto ai 3,5 miliardi annunciati

«I numeri che leggete sull’intervento del governo sull’edilizia scolastica sono falsi. Tutti falsi». Ricordate queste parole? Non le disse un feroce berlusconiano né un blaterante grillino ma Roberto Reggi, renziano sottosegretario all’Istruzione. Oggi in un commento sul Corriere della Sera – di certo un quotidiano non ostile al premier – si sottolineano le parole di giovedì scorso del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini: «Abbiamo concordato un incontro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per la prossima settimana per capire effettivamente quali sono le possibilità economiche, perché si programma quando ci sono fondi certi».

SOLO 244 MILIONI. Tradotto dal politichese, significa che c’è qualcosa che non va. «È iniziato il solito braccio di ferro tra Economia ed Istruzione», scrive il quotidiano milanese che ricorda quanto il presidente del Consiglio abbia investito, anche mediaticamente, sulla scuola. Ricordate la sua prima uscita pubblica a Treviso? Ricordate le promesse di mettere in regola e sicurezza gli istituti italiani? Bene. «L’unico provvedimento “nero su bianco” sull’edilizia scolastica è contenuto nel decreto Irpef e prevede in concreto solamente 244 milioni di euro di “spazio di patto” per il biennio 2014-2015. Ben poca cosa rispetto ai 3,5 miliardi annunciati. Ben poca cosa per le 4.500 scuole che hanno già richiesto di aprire i cantieri».

«QUI NESSUNO SA NIENTE». Speriamo quindi che Padoan e Giannini chiariscano l’equivoco, anche perché «per arrivare da 244 milioni a 3,5 miliardi di euro la strada è molto lunga». L’alternativa è credere alle parole di Reggi che, già ai tempi delle promesse di Renzi, diceva: «Nessuno sa davvero quante e quali sono le scuole su cui dobbiamo intervenire, né conosce i fondi disponibili. (…) Qui nessuno sa niente. Renzi spara razzi nel cielo quello è il suo talento, ma poi noi gli arranchiamo dietro».