Non essere meschinelli.Per non essere disgustosi

L’ascia nel cuore

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Cara Flannery O’Connor, ho letto la tua risposta in tema di miracoli e non ricordo più se il Papa stesso o qualcun altro ha parlato della domanda di un miracolo al cielo per fermare questa guerra. Scusa, ma davvero non riesco a capire come si possa ancora nel mondo in cui viviamo credere nei miracoli. E’ vero che la Chiesa li ha sempre riconosciuti, ma questo le serve per poter raccogliere soldi. La storia delle indulgenze e delle reliquie false mi pare troppo evidente perché anche una cattolica come te possa obbiettare qualcosa di sensato. Molto meglio, perciò, i Protestanti che infatti hanno contribuito a costruire il mondo moderno, che avrà tanti difetti ma non è fondato sull’ipocrisia (cattolica). Quando per qualche funerale mi capita di ascoltare ancora qualche predica in chiesa mi chiedo sempre con quale coraggio preti così impreparati e nevrotici possano dire le cose che dicono senza essere fischiati. Non voglio andare troppo indietro a cercare il pensiero cattolico, ma non dimentichiamo che sono proprio i predecessori dei preti di oggi i responsabili delle persecuzioni di personalità come Galileo Galilei e di Savonarola. Insomma: cari cattolici, fate autocritica.

Emma Salsini – Pietra Ligure (Savona) Cara Emma, Negli ultimi dieci anni vi è stata una costante eruzione di autocritica Cattolica. Testi di elevato spessore l’hanno promossa, e dal basso si è insultato la Chiesa. Se la stessa conoscenza potesse essere divisa uniformemente nella Chiesa noi vivremmo in un mondo miracoloso o apparterremmo a una organizzazione monolitica. Mi voglio ripetere: la vera questione è quella dei miracoli. Comunque, è ciò che è invisibile che Dio vede e che il Cristiano deve cercare. Dal momento che conosce le conseguenze del peccato, egli sa come si debba andare in profondità per trovare l’amore. Noi abbiamo la personale responsabilità di non essere “meschinelli” troppo a lungo, per non essere disgustosi. Rimanendo disgustosi troppo a lungo, si scandalizzeranno gli altri e la colpa di questo apparterrà solo a chi lo fa. E’ nostro compito cercar di cambiare le eterne colpe della Chiesa – la volgarità, la mancanza di sapienza, la mancanza di onestà intellettuale – fintanto che le troviamo e per quanto possiamo. Sono d’accordo con te che non si dovrebbe andare indietro nei secoli per trovare il pensiero Cattolico, e a dire il vero, tu non lo fai. Ma non troverai i più elevati princìpi del Cattolicesimo esemplificati sulla superficie della vita, e neppure i più elevati princìpi Protestanti. E’ facile anche per ogni bambino scovare delle imperfezioni nelle prediche tornando da Messa ogni domenica. Ma gli può essere impossibile fare emergere l’amore nascosto che fa sì che un uomo, a dispetto dei suoi limiti mentali, delle sue nevrosi, della sua mancanza di forza, dedichi la sua vita al servizio del popolo di Dio, per quanto da piccolo funzionario borioso egli possa occuparsene.

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