Non c’è privacy che tenga

Non c’è privacy che tenga

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Ma esiste qualche margine per ricorrere contro un provvedimento che sembra violare alcuni diritti dei fondamentali della persona e in particolare appare in netto contrasto con la tanto sbandierata legge sulla privacy? “In realtà – spiega Damiano Zazzeron, commercialista esperto di enti no profit e di diritto della privacy – è la stessa legge della privacy a prevedere (art. 4 comma 1) la sua disapplicazione in alcuni casi, come per esempio, l’accertamento o la prevenzione di reati da parte di soggetti pubblici. A questo proposito è intervenuto lo stesso Garante per la privacy, il quale si è limitato a raccomandare una maggior attenzione per le persone e di “non arrecare pregiudizi ingiustificati alle persone, specie qualora si tratti di persone di cui si accerti l’estraneità alle vicende giudiziarie”. In definitiva, quindi, formalmente è tutto ineccepibile e nulla può arrestare l’opera dei finanzieri. Naturalmente serve un mandato firmato, di norma anche solo dal comandante della Finanza territorialmente competente, ma nel caso, per esempio, di ispezioni ad abitazioni private anche da un magistrato.

“Certo – continua Zazzeron – fa specie che in tutta la direttiva non si faccia il minimo cenno al fatto che si tratta di ispezioni nei confronti di realtà da tutelare. Entrare in un bar o in un asilo non è la stessa cosa. E se un bambino non risponde all’appello generale incorre nelle sanzioni di legge?”.

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