Noi non siamo Anna Frank

L’intervento del direttore di Tempi Alessandro Giuli questa mattina alla trasmissione tv “Agorà”. «Stiamo perdendo la guerra delle parole»

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++ Tifosi laziali, adesivi antisemiti in Curva Sud ++

L’intervento del direttore di Tempi Alessandro Giuli questa mattina alla trasmissione tv Agorà.

«Io ho una certa esperienza di stadi e posso dirvi che ho visto cose che voi democratici non avete mai visto. Soltanto che non c’erano i social. Soltanto che non c’erano gli obiettivi puntati. Non è che a un certo punto gli Irriducibili (o chi per loro) si scoprono antisemiti. No, era molto peggio prima. Molto peggio, solo che non si sapeva. Quando uno – altra cosa su cui si è riflettuto poco – attacca un adesivo con scritto “romanista ebreo”, dà per presupposto che c’è qualcuno che si offende, capito? Non è soltanto che “abbiamo offeso Anna Frank”, no, c’è l’idea che c’è qualcuno che m’assomiglia e che s’offende. In curva sud, tra i romanisti. Minoranza, sicuramente minoranza. Non mi venite a dire che gli ultras sono tutti nazisti perché è una stupidaggine, come dire che Salvini è fascista o Renzi è fascista. No, gli ultras sono tanti, sono diversi, sono indifendibili spesso, in questo caso sono anche dei criminali, nel caso specifico, e vanno puniti con severità definitiva, [ma] non generalizzate perché è lo stesso fenomeno della banalizzazione del termine “fascista”. Torno al punto: sai perché accade anche questo? Accade perché il giorno dopo diciamo “siamo tutti Anna Frank”. E non è vero: io non sono Anna Frank, tu non sei Anna Frank, perché nessuno mi sta perseguitando e neanche te vogliono sterminare. Nessuno è Anna Frank qua dentro. Anna Frank è unica e mi auguro irripetibile. Quando una persona divisiva, antipatica, tranquilla, borghese, nella sua vita agiata dice “io sono Anna Frank”, banalizza Anna Frank e permette a qualcuno di dire: “Sempre con ’sto vittimismo! Guarda come stai bene. Non rompere le scatole con Anna Frank”. Lo avete capito questo?»

 

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