Mostre & mostrine

Ufficio Reclame 16

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Settimana ricca di eventi per la pubblicità italiana, quella appena passata: la radio premia gli spot più gettonati in un festival all’Alcatraz (il locale più trendy di Milano) con tanto di Fazio e altri eroi dell’etere;
i vincitori si portano a casa non le solite statuine di tolla, ma interi guardaroba, biblioteche, televisori al plasma e viaggi in capo al mondo. Radiofestival, bibidibobidibu, fa la magia che vuoi tu e trasforma il mezzo più povero della pubblicità in una sventola di principessa.

Intanto alla Triennale sbarcano direttamente dagli States le più belle campagne del pianeta: 174 esemplari da 26 paesi messi insieme dal prestigioso Art Director’s Club di New York: gli USA dettano legge anche nell’advertising e chi non rispetta le regole si becca un bel siluro. Come l’Italia.

Contemporaneamente la banca di immagini Photonica (una delle migliori nel settore) spedisce a tutti i pubblicitari una preziosa cartella con le immagini (le peggiori del suo archivio) concepite per una “mostra metropolitana” en plein air sempre a Milano; che non ha avuto luogo poiché censurata dal Comune. Motivo: l’articolo 7 e cioè “immagini lesive del comune senso del pudore”. Ma l’unica lesione la subisce anche questa volta il poco comune senso della creatività. Offesissimi, gli organizzatori se la prendono col Sindaco e la sua lingerie e decidono di intitolare la mostra “Le mutande di Milano” che, mutatis mutandis, sarà visibile al Castello Sforzesco prossimamente: chi se la perde, non si perde niente.

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