Mini Princess, non ancora bimbe e già modelle

Ha 23 mesi, cioè nemmeno due anni, ma sembra averne almeno dieci in più. Eleanor June è una delle piccolissime partecipanti al concorso di bellezza per bambine inglese, che si terrà in estate a Leicester, il Mini Princess Uk. Tra tutte le cento partecipanti lei è la più piccola, anche se con quel rossetto rosa, quel mascara e quei capelli tinti proprio non si direbbe. In America questo tipo di concorsi ci sono da tempo, e da tempo c’è anche chi li vuole vietare e ha dato vita alla fondazione “A minor consideration”, per fermare questo sfruttamento minorile da parte di genitori decisamente troppo convinti delle capacità dei propri figli e che rischiano di creare aspettative sessuali sui piccoli partecipanti, e che il reality Little Miss America sottolinea in ogni suo episodio, dove mamme isteriche sottopongono le figlie a frustranti sedute in centri estetici e piccole miss sorridono in modo finto. Mentre in Inghilterra cresce sempre di più la richiesta di “plastic surgery for children”.

Ora gli organizzatori di Miss Mini Princess Uk raccontano di aver ricevuto addirittura minacce di morte per aver creato questo concorso. La madre della minuscola Eleanor però difende la sua scelta: «Non c’è niente di sbagliato, non sono una mamma orribile. Mia figlia ha già un suo spirito decisionale, non farebbe mai una cosa contro la sua volontà. Per questo la sostengo nel concorso di bellezza, e poi anche a casa le piace giocare a truccarsi e abbigliarsi». Solo che in un contesto fatto da palette e giudizi è leggermente diverso. «Inoltre è perfettamente a suo agio dietro la macchina fotografica, sa posare, sfilare come una modella. Per i suoi vestiti spendo circa 100/150 sterline al mese e non mi sembra una cifra eccessiva». Per la signora, inoltre, non c’è alcun pericolo per sua figlia, così bella e così esposta, di diventare vittima di un pedofilo. «C’è molto più rischio che questo accada mentre gioca sulla spiaggia piuttosto che in un concorso di bellezza dove sono presenti solo i giudici e i genitori delle altre concorrenti». Speriamo si riponga la domanda quando sua figlia Eleanor vorrà, da vera piccola diva, un fan page su Facebook, nella top ten dei luoghi più bazzicati dai malintenzionati per adescare i minorenni.