Milano. Abbiamo ancora una settimana per sfruttare l’occasione

Con Beppe Sala sembrava non esserci partita, poi è spuntato un candidato che ha saputo tenere insieme un centrodestra disilluso

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Quando qualche mese fa si iniziò a parlare della candidatura di Beppe Sala a sindaco di Milano, pareva non esserci storia. Matteo Renzi aveva fatto bingo e tanti saluti a tutti. Persona perbene, reduce dal successo di Expo, un profilo non di sinistra adatto ad attrarre il voto moderato, il neo-renziano Sala aveva l’immagine adatta per rassicurare una città delusa dall’esperienza arancione di Giuliano Pisapia.

Poi è spuntato Stefano Parisi che, in poco tempo, con una campagna non urlata nei toni ma decisa nei contenuti, ha recuperato quei consensi che – noi pensiamo a causa di una motivata disillusione – s’indirizzavano verso Sala o verso l’astensione. Ed ora eccoci qui, a un punto percentuale di distacco a giocare una partita apertissima.

Cosa ci piaccia di Parisi l’abbiamo detto e scritto: è un liberale e un garantista autentico, ha già dimostrato di saper far correre la macchina pubblica, è laico ma non laicista, vuole «rigenerare la politica», come dice lui, e non semplicemente e comodamente adagiarsi sulla recriminazione e sulle piagnucolose ninne-nanne anticasta. Per noi, è il massimo. Ma, ci sia consentito dirlo, è il massimo anche per questa Italia un po’ sbrindellata, come anche certi segnali di questo primo turno di amministrative hanno evidenziato. E non stiamo parlando solo dell’astensione (che è cresciuta ancora), ma anche di situazioni come quella di Napoli dove si premia un sindaco che ne ha combinate di tutti i colori, e da pm e da primo cittadino.

Un’alternativa c’è e, dove si presenta, è premiata dagli elettori. Dalla Venezia di Brugnaro alla Napoli di Lettieri fino a Milano, solo il centrodestra unito sa andare oltre il proprio perimetro tradizionale. Abbiamo una settimana per sfruttare l’occasione.

Foto Ansa

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