Milano non ha più il “cor in man”

Sono finiti i sussidi per la povera gente? Il sindaco Sala, anziché pensare alle piste ciclabili, non potrebbe aiutare chi non ce la fa?

Milano, piazza Duomo

Caro direttore, “povera Milano e poveri milanesi”. Ti assicuro che non è una esclamazione da bar o da perso qualunquista. È una esclamazione che mi deriva da una piccola esperienza concreta.

Insieme ad un gruppo di amici, cerchiamo di dare una mano, noi poveri Cristi, ad una famiglia che più povera non si può, sia dal punto di vista economico che da quello sanitario.

Vedendo questa drammatica situazione, ho suggerito alla moglie di quella coppia di rivolgersi al comune di Milano per ottenere un sussidio, essendocene tutte le condizioni.

La signora si è rivolta all’assistente sociale competente, la quale, dopo pochi giorni, ha risposto che il sussidio non può essere dato perché “sono finiti i fondi”. Ma come, mi sono detto, la grande Milano, che dal dopo guerra in poi si è contraddistinta per la sua costante attenzione alla povera gente, alla fine di marzo non ha più i soldi per i “sussidi”, proprio nel momento in cui, in piena pandemia, la povertà sta vertiginosamente aumentando?

Incredulo, pensavo che fossero finiti i fondi del primo trimestre, essendo il fatto avvenuto verso il 31 marzo. Mi sono informato e ho saputo, sbalordito, che no, i fondi comunali sono effettivamente finiti per tutto il 2021. Ecco perché “povera Milano”. Perché per i restanti nove mesi del 2021 la grande Milano non ha più fondi per i sussidi con cui sostenere le famiglia più povere. Incredibile.

Incredibile anche che tutto ciò avvenga nel più assoluto silenzio della grande stampa, tutta impegnata a narrare quotidianamente le grandi e gloriose imprese del sindaco verde Sala. Il quale trova i soldi per rovinare la città con le incredibili piste ciclabili, per sostenere unilateralmente i protagonisti della nuova cultura liberticida del gender, pur non avendo più un centesimo per aiutare i poveri della sua città.

La cosa mi ha lasciato incredulo anche perché, in passato, in piena prima Repubblica, ero riuscito, essendo sindaco Borghini, ad aumentare notevolmente  il bilancio preventivo dell’assessorato ai servizi sociali, con particolare attenzione agli anziani ed ai servizi domiciliari. Bilancio che poi veniva ulteriormente accresciuto in sede di assestamento.

Assumendo le informazioni relative ai fondi per i sussidi, sono anche venuto a sapere che, ultimamente, la spesa per gli anziani del comune di Milano è calata del 28% e che, di fatto, sono stati bloccati i fondi per le varie assistenze domiciliari. Tutto veramente incredibile e, diciamolo pure, scandaloso. Ma con assoluto silenzio su questo scandalo.

La verità è che Sala non riesce ad entrare nel cuore vero e reale della città, pensando di fare il sindaco al Tg3 e vivendo di rendita sulle cose fatte da altri sindaci prima di lui, in particolare da Albertini.

Sala governa per immagini, non ponendosi di fronte alla vera realtà. Da ciò deriva che è anche pasticcione nel preparare i bilanci, tanto che l’ultimo è stato persino “bocciato” dai revisori dei conti. E così, sono sempre i più poveri a farne le spese. E tutto ciò sta avvenendo con una sedicente giunta di sinistra.

In realtà, è una giunta radicale, che piace tanto alla parte ricca e chic della città. Ma la maggioranza penso che stia da un’altra parte. Mi fa piacere che Luigi Amicone stia coalizzando i cattolici in consiglio comunale, contro una direzione disastrosa di questa giunta.

Buona battaglia! E spero che torniate vincitori.

Peppino Zola

Foto Ansa