Mi chiedono soldi, ma la risposta è no

Intervista esclusiva a Marco Vitale, commissario per i fondi privati di Missione Arcobaleno

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Commissario Vitale, la vicenda dei container di aiuti fermi sul molo di Bari è stata da molti addossata a inefficienze della Missione Arcobaleno. Lei, che della Missione è il commissario per decreto della Presidenza del Consiglio, cosa replica?

Missione Arcobaleno è un organismo complesso, nel quale opera una componente pubblica facente capo alla Protezione civile e una privata facente capo alla Gestione Fondi privati. Voglio ribadire con estrema chiarezza che Missione Arcobaleno – Gestione Fondi privati non ha avuto, fino al 2 agosto, alcuna relazione con la gestione dei container stoccati nel porto di Bari. Due volte, il 3 maggio e il 10 giugno, avevo prospettato alla Protezione civile la possibilità di un diverso programma e di una diversa gestione di questo ciclo assieme alle Ong. E ciò dopo aver effettuato approfondimenti con il supporto tecnico di persone esperte del settore. Solo il 2 agosto la Protezione civile, avendo chiuso praticamente i suoi campi, ci ha chiesto di analizzare insieme quali nuove prospettive potessero essere intraprese anche con l’aiuto delle Ong. Ho risposto immediatamente e positivamente, assieme ai miei collaboratori, a questa richiesta di aiuto, per assicurare che i beni resi eccedenti dal rapido succedersi degli eventi possano essere sostanzialmente riutilizzati per i fini umanitari per i quali erano stati raccolti.

Chi coprirà i costi per salvare il salvabile dei container di Bari, portarlo nei Balcani e distribuirlo? La Protezione civile o la Gestione Fondi privati, di cui lei è il responsabile? Non dovrebbe pagare tutto la Protezione civile, visto che la movimentazione dei container era di loro competenza?

I costi per il lavoro di verifica, di selezione, di trasporto e di distribuzione dei materiali oggi stoccati nel porto di Bari sono a carico della Gestione Fondi privati. Ciò nello spirito di grande collaborazione con tutti i protagonisti, pubblici e privati, che ha contraddistinto il nostro operato e nella convinzione dell’importanza dell’unitarietà dell’intervento umanitario italiano. E anche perché una parte dei beni verranno assegnati per la distribuzione alle Ong operanti nei Balcani al fine di agevolare la loro opera.

Ho già, inoltre, avuto modo di ricordare che la decisione di tenerli a Bari era tecnicamente corretta, date le minori possibilità di stoccaggio e di sicurezza esistenti in Albania e l’impossibilità, in quel momento, di farli proseguire per il Kosovo. Senza voler ignorare l’esistenza di errori che ritengo assolutamente veniali, ritengo scandaloso che si parli di scandalo per questa vicenda. E’ acquisito come standard internazionale che un 15-20 per cento degli aiuti vada perduto in operazioni convulse di questo tipo, tenuto conto che parte dei beni non erano adatti ai bisogni o era a breve scadenza.

Come stanno le casse di Missione Arcobaleno? Arrivano nuove donazioni o si tratta soltanto di spendere i soldi rimasti? A quanto ammontano?

Tra luglio e agosto sono arrivati altri 10 miliardi di lire, a testimonianza che la solidarietà non è andata in vacanza. Ad oggi siamo quasi a 130 miliardi di lire. L’inconsulta e gratuita opera di denigrazione fatta da una parte della stampa porterà, però, seri danni al meraviglioso spirito di solidarietà che abbiamo visto fiorire in questa circostanza.

I fondi ancora disponibili e quelli in arrivo saranno spesi per le azioni in corso nei Balcani o potranno anche servire, in parte, a coprire costi sostenuti dalla Protezione civile?

Il mandato che ho ricevuto dalla Presidenza del Consiglio è di utilizzare i fondi per finanziare prevalentemente i progetti messi a punto dalle Ong al fine di aiutare le popolazioni balcaniche. Intendo continuare a rispettarlo. Nella nuova fase (operazioni in Kosovo) stiamo soprattutto finanziando progetti per la ricostruzione delle case, cosa molto importante perché ad ottobre inizia l’inverno, per la sanità, la sicurezza e l’igiene.

Ci sono stati passi o richieste per utilizzare i fondi da lei amministrati per coprire costi o ricostituire stock della Protezione civile? Se sì, quale è stata la risposta del Commissario Vitale?

La collaborazione presuppone il dialogo e la conoscenza dei reciproci problemi e progetti. Richieste diverse mi sono state avanzate da molti soggetti e non solo dalla Protezione civile, ma ciò non ha influenzato l’autonomia delle mie decisioni, sempre conformi al mandato conferitomi.

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