Meno Stato, meno diseguaglianza. Più austerity, più diseguaglianza

La crisi economica ha aumentato significativamente la diseguaglianza nella distribuzione del reddito? Sì, ma non di molto. E questi numeri sfatano un po’ di luoghi comuni

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Che la crisi abbia reso “enormemente” più diseguali gli italiani è una leggenda metropolitana. In realtà tra il 2005 e la 2014 la diseguaglianza nella distribuzione del reddito è leggermente diminuita. Lo ha scoperto #Truenumbers, la web serie di approfondimento giornalistico distribuita da tempi.it e visibile in questa pagina.

#Truenumbers è andata a controllare l’andamento dell’indice di Gini, quello che misura le differenze di reddito tra gli abitanti di uno stesso territorio. E ha scoperto che in realtà prima della grande crisi la distanza che separava i ricchi dai poveri era più marcata di quanto non lo fosse nel 2014. Gli italiani sono molto più uguali ora di quanto non lo fossero nel 1995 e sono anche leggermente più uguali ora di quanto non lo fossero nel 2005, prima dello scoppio della crisi.

È vero, però, che tra il 2008 e il 2014 le diseguaglianze sono aumentate, ma niente affatto “enormemente”. Interessante è anche il confronto con gli altri Paesi europei. Si scopre, infatti, che nei Paesi che hanno resistito meglio alla crisi le disuguaglianze nella distribuzione del reddito sono inferiori mentre nei Paesi che sono stati travolti dall’austerity, come ad esempio la Grecia, le disuguaglianze sono superiori.

Ma c’è di più: se si va a controllare la disuguaglianza tra le diverse aree dell’Italia si scopre che il Sud è molto più diseguale del nord. Strano, no?

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