Mengoni vince il festival dell’ibrido tra nazionalpopolare e radical chic

Trionfa l’artista lanciato dalla terza edizione di X-Factor, secondi Elio e le Storie Tese, terzo posto per i Modà. Record di ascolti per la formula messa a punto da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto, in cui la bruttina simpatica vince sulla valletta

Ha vinto un artista lanciato da un talent show, ma Elio e le storie tese hanno comunque trionfato. Qualche bella figliola ha calcato il palco, ma la protagonista di tutte le scene è sempre stata Luciana Litizzetto. Maurizio Crozza è stato contestato, ma nell’ultima serata le banalità a buon mercato di Claudio Bisio non hanno provocato neppure uno starnuto. È un festival nazionalpopolare ma con buone possibilità di redimersi, quello firmato dal duo più rodato della tv radical-chic Fabio Fazio e Luciana Litizzetto e conclusosi ieri con il record di ascolti.

DA X-FACTOR ALL’ARISTON. La vittoria del 63esimo festival della canzone italiana è andata a Marco Mengoni, lanciato nella terza edizione di X-Factor, che era stato da subito tra i favoriti con il brano “L’essenziale”. Seconda la “Canzone mononota” di Elio e le Storie Tese (che hanno conquistato anche il Premio della Critica e miglior arrangiamento) e al terzo posto i Modà, con “Se si potesse non morire”.

UN NUOVO MODELLO CULTURALE? Molti hanno parlato del festival della spending review  e in effetti sono mancati i grandi ospiti internazionali che di solito pesano sul budget. L’assenza delle “vallette”, anticipata dall’inizio del festival (che si è concesso solo le “ospitate” di Bar Refaeli e Bianca Balti), ha in effetti segnato il trionfo di Luciana Litizzetto, con l’intento, neppure troppo celato, di proporre quello che in fondo non è altro che un diverso cliché: quella della donna bruttina e imbranata (un cult le sue difficoltà sui tacchi) ma simpatica e verace. Così la comica torinese ha avuto buon gioco a travestirsi da farfallina di Belen nel corso dell’ultima serata ha anche recitato un monologo sulla bellezza, per tributare «un applauso ai non belli, i veri fighi che hanno reso migliore la nostra esistenza e ci hanno regalato lo splendore di un’avvenenza diversa». Seguiva un elenco in cui figuravano Ennio Flaiano, Rita Levi Montalcini, Totò, Leopardi, Pertini, «fino a Noè, che non era Brad Pitt ma ha salvato un mucchio di bestie».

OTTIMI ASCOLTI. La media di ascolto delle cinque puntate del festival è stata di 11 milioni 936 mila spettatori (814 mila in più dello scorso anno), pari al 47,26 per cento di share. In valori assoluti, è il risultato più alto dal 2000, quando il festival, sempre condotto da Fazio, ottenne in media 13 milioni 586 mila spettatori (54.41%). La finale di ieri sera  è stata vista da 12 milioni 997 mila spettatori pari al 53,80 per cento di share. Ma la cosa più interessante di questo festival l’ha detta il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, dopo aver tessuto le lodi della formula collaudata da Fabio Fazio e Luciana Litizzetto: «Quest’anno il Festival si è interamente ripagato con la raccolta pubblicitaria».