Nella primavera del 2026 ci sarà il referendum sulla giustizia che cambierà il Consiglio superiore della magistratura. Nel 2027 le politiche da cui uscirà la maggioranza che eleggerà il prossimo capo dello Stato (2029). Sono i due centri di potere che il Pd non vuole perdere
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (foto Ansa)
Oggi e domani si vota nelle Marche che, fino a qualche settimana fa, la sinistra presentava come l'"Ohio d'Italia", la regione che avrebbe segnato la svolta, l'inizio della remuntada per mandare a casa Giorgia Meloni. Si vedrà.
Certo, nelle ultime settimane sui giornali progressisti è cambiata parecchio la "narrazione". Dopo mesi di racconti sulla sicura sconfitta del governatore di Fdi Francesco Acquaroli, nelle ultime settimane - e, poi, negli ultimi giorni -, hanno iniziato a circolare i messaggi disfattisti e disperanti dello sfidante Matteo Ricci (Pd), che dà per certa la sua débâcle.
Leggi anche
Perché la standing ovation per la Meloni al Meeting è meritata
Il “governo dei fascisti” dà la scorta alla Flotilla degli antifascisti
Dove sono i fascisti?
Il mondo è un marasma, ma il nostro governo - pur non brillando per interventi fantasiosi - procede senza scossoni. Sui temi decisivi (bilancio e collocazione internazionale) si muove bene e con prudenza. Forse, molto ...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo