Matrimonio gay, Inghilterra. Emendamento a favore dei “diritti eterosessuali” potrebbe fermare la legge

Se fosse approvata insieme all’allargamento delle unioni civili agli eterosessuali, la legge “costerebbe” 4 miliardi di sterline. Troppo, anche per Cameron

L’approvazione finale della legge sui matrimoni gay in Inghilterra potrebbe essere rimandata, per mesi o anni. Il problema è la copertura finanziaria, messa in discussione da un emendamento al vaglio dell’House of Commons che, se fosse approvato, allargherebbe la possibilità anche alle coppie eterosessuali di accedere alle unioni civili (finora appannaggio esclusivo di quelle gay).
Secondo Lynne Featherstone, ex ministro delle Uguaglianze liberal-democratico, si tratta di un «cinico» piano dei politicanti conservatori per «distruggere la legge sul matrimonio gay». I sostenitori dell’emendamento si difendono dicendo che vogliono eliminare la discriminazione che colpisce le coppie eterosessuali, a cui è impedito di unirsi civilmente, al contrario di quanto avviene per gli omosessuali.

RITARDO DI 2 ANNI. «Abbiamo già predisposto tutto perché il primo matrimonio gay sia celebrato entro la prossima estate. Se l’emendamento passasse, dovremmo rifare daccapo» spiega all’Indipendent una fonte del ministero delle Uguaglianze. Nel caso si verificasse questo scenario, si prospetterebbe per il varo definitivo della legge sui matrimoni gay «un ritardo di 18 mesi a due anni», causato dai problemi politici interni del partito conservatore e, soprattutto, da problemi di sostenibilità economica. Da un lato, al partito conservatore occorrerebbe una pausa di riflessione per trovare un accordo interno sulle unioni civili eterosessuali, dall’altro il disegno di legge, se fosse approvato con emendamento annesso, costerebbe allo stato 4 miliardi di sterline. Troppo, per il governo guidato da David Cameron, che basato la sua politica economica sull’austerity.

COSTA TROPPO. Matrimoni gay e unioni civili per le coppie eterosessuali costano troppo allo stato. L’impatto sul sistema pensionistico inglese, sarebbe insostenibile. Di fronte al costo complessivo della legge, anche Cameron, il suo principale sostenitore, dovrebbe arrendersi. Il premier inglese, fra l’altro, si era già detto contrario all’emendamento proposto dal suo compagno di partito e sottosegretario al ministero della Famiglia e dei Bambini, Tim Loughton, sostenendo di voler difendere l’istituto del “matrimonio” e dunque di non voler estendere le unioni civili agli eterosessuali. Loughton, però, insieme ad altri conservatori contrari alle politiche “progressiste” del proprio governo, è riuscito a creare un’alleanza trasversale a sostegno del suo emendamento, coinvolgendo la leadership laburista e alcuni liberal democratici.