Maroni schiera Finlombarda per Milano Eurodistretto della finanza

L’assessore regionale Garavaglia: capacità d’investimento per 2 miliardi di euro. La bufera giudiziaria sulla finanziaria? «Cose della passata gestione. Guardiamo avanti e ci prepariamo alla sfida post Brexit».

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Finlombarda è l’asso che la Regione Lombardia guidata da Roberto Maroni si appresta a calare sul tavolo in cui si sta giocando la partita per Milano capitale finanziaria. «Siamo pronti a mettere in campo la società che è in grado di attivare investimenti per complessivi 2 miliardi di euro contribuendo così ad aumentare l’attrattività di Milano come piazza finanziaria europea», spiega a tempi.it Massimo Garavaglia, assessore regionale all’Economia.
Garavaglia sembra noncurante della bufera giudiziaria che ha appena investito la cassaforte della Regione i cui vertici sono indagati dalla Procura di Milano per reati gravi come corruzione e truffa. «Sono cose che riguardano la passata gestione», dice, facendo così intuire l’avvio di una fase di rinnovamento del board della finanziaria in scadenza a maggio (in ogni caso, l’oggetto dell’attività investigativa riguarderebbe presunte condotte individuali non riconducibili a provvedimenti o iniziative della Giunta regionale o di singoli assessori).

L’assessore vuole riportare l’attenzione su quella che è la nuova mission di Finlombarda (che ha assunto lo status di intermediario finanziario e in quanto tale soggetto vigilato dalla Banca d’Italia) in una fase in cui la Regione sembra decisa a rivendicare un ruolo centrale nel progetto che punta a fare di Milano Eurodistretto della finanza (il 27 marzo il palazzo della Regione ospiterà il Global Financial Centres Index, un evento internazionale in cui saranno anticipate alcune linee guida di questo percorso).
Va ricordato che la Regione è l’ente di governo locale competente in materia di distretti. E se l’area metropolitana di Milano può essere distretto finanziario e polo dell’innovazione, questo permette di essere in linea con la normativa Ue sugli aiuti di stato. Un particolare non di poco conto, visto che in questo modo si potrebbe attivare l’utilizzo di ingenti risorse in favore del territorio.

Si tratta per caso anche di un modo per contenere il protagonismo del Comune di Milano che per primo si è fatto avanti per ospitare il nuovo quartier generale dell’Ema, l’agenzia del farmaco che sta per lasciare Londra? «Sulla Lombardia post Brexit va fatta un’operazione di sistema, un lavoro di squadra», dice Garavaglia che allo stesso tempo, però, tiene rimarcare la centralità del ruolo della Regione.
In questo contesto, Finlombarda, secondo Garavaglia, può diventare la banca di sistema ed è «il soggetto deputato all’esecuzione della strategia Brexit italiana attraverso gli accordi di programma. Il nuovo management si raccorderà con la Bers e la Bei per assicurare che Milano e la Lombardia siano un’area chiave dell’Eurozona e che ci siano benefici per l’economia reale del territorio».

Che cosa ne pensa della proposta di una legge speciale per Milano lanciata la scorsa settimana da Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze della Camera? «Una buona idea. Il mondo chiede più federalismo. Il modello centralista sta portando alla disgregazione dell’Ue. Le decisioni e le risorse finanziarie necessitano vicinanza politica col territorio. Milano metropolitana gioca in Europa un ruolo non inferiore o diverso a quello di Amburgo Lione o Barcellona, non c’è motivo per non dare autonomia all’area metropolitana, sul modello tedesco di Berlino Brema o Amburgo».

Foto Ansa

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