Lupi: «Il Pdl è un partito europeista, non populista»

Il vicepresidente della Camera è intervenuto ieri al Tg3: «Da Berlusconi sfogo dopo ingiustizia terribile. Ma Pdl mantiene linea della responsabilità».

Intervenuto ieri nell’edizione delle 19 del Tg1, il vice-presidente della Camera Maurizio Lupi ha spiegato la linea del Pdl dopo lo sfogo di Berlusconi: «Primo, non è lui che può togliere o meno la fiducia a Monti. Ha detto che si sarebbe paragonato nei prossimi giorni con gli organi del partito di cui è presidente per verificare questo. Io credo ci sia uno sfogo per un’ingiustizia terribile che Berlusconi ha subito. Ma credo che il Pdl starà sulla linea della lettera di Berlusconi, quindi sulla linea della responsabilità».

SERVE CONFRONTO. E di fronte agli allarmi di divisione che pervadono il Pdl dopo quanto detto dal Cavaliere, Lupi ha spiegato: «Abbiamo lavorato in tutti questi mesi perché il Pdl non si stacchi e non si frantumi. Una delle osservazioni che ieri faceva Berlusconi è che l’area moderata deve riaggregarsi, anche perché questo Paese ha bisogno di una politica non più cattiva, con un confronto serio sui contenuti tra un’area moderata, un’area di centrodestra, un’area di centrosinistra. Mi ha fatto molto piacere che ieri il Presidente abbia ribadito che si faranno le primarie. Nonostante quello che alcuni continuano a dichiarare, saranno una grande occasione per il centrodestra: non soltanto per scegliere il proprio candidato, ma anche per definire la linea politica».

PARTITO EUROPEISTA, NON POPULISTA. E su l’appoggio a Monti? «Le elezioni saranno ad aprile del 2013, non fra 660 giorni: abbiamo tenuto un atteggiamento di responsabilità fino ad oggi, non vedo cosa sia cambiato per modificare il nostro atteggiamento». L’intervento del vice-presidente della Camera si è chiuso poi con una battuta sullo stato di salute del Pdl: «Devo dare un dispiacere: questo partito non si deve dividere, non vuole essere un partito populista, è un partito europeista. E voglio ricordare a tutti che la forza prima di Forza Italia e poi del Pdl non era di essere un partito populista nel centrodestra, ma di essere il fondamento che poi ha portato a governare il Paese, ad esempio, la Lega, che invece aveva questo tipo di attenzioni. Noi il Paese lo abbiamo governato, e facciamo bene anche a rivendicare con orgoglio quello che abbiamo fatto. Ma parlare alla pancia non serve a nessuno, nemmeno a Berlusconi».