L’Ue azzoppa Gentiloni. La luna di miele con Bruxelles è già finita

Altro che rapporto di fiducia con l’Europa ristabilito dal governo giallorosso. Gentiloni ottiene il portafoglio all’Economia, ma a comandare sarà il falco rigorista Dombrovskis

E meno male che era cambiato tutto tra Italia e Unione Europea. Ci avevano detto che grazie allo charme e alla pochette di “Giuseppi” Conte era nato un nuovo rapporto di fiducia con le cancellerie europee. Ci avevano anche sventolato sotto il naso la nomina di Paolo Gentiloni a commissario Ue all’Economia come la prova provata della luna di miele tra Bruxelles e il governo giallorosso. Il problema era solo Matteo Salvini e il suo populismo (Luigi “Ping” Di Maio che fomenta i gilet gialli era un moderato?), ci avevano garantito, rimosso il puzzone si risolverà tutto.

COMANDA IL FALCO RIGORISTA DOMBROVSKIS

Leggendo oggi i giornali, invece, si scopre che era tutta una bufala. All’ex premier del Pd è stato sì affidato quello che è forse il portafoglio più importante della Commissione europea, ma Ursula von der Leyen ha nominato vicepresidente esecutivo il falco Valdis Dombrovskis. È l’ex premier lettone, scrive la Stampa, che «sovrintenderà i commissari con i portafogli legati all’Economia e alla Finanza», è lui che dovrà «marcare stretto Gentiloni», è lui, spiega il Corriere, che «coordinerà la squadra economica e seguirà direttamente la riforma del Patto di Stabilità».

Conte ha sicuramente buon gioco a dire che Gentiloni sarà «un presidio per il paese», ma la verità, come annota Repubblica, è che si tratta di «una vittoria a metà» perché «da italiano sarà nel mirino dei nordici, pronti ad accusarlo di lassismo. E dovrà non cadere nella trappola di essere più rigorista dei rigoristi».

SE SONO QUESTI GLI ALLEATI “BUONI”

La verità dunque, al di là di tutte le roboanti dichiarazioni di Conte, è che l’Italia viene ancora trattata come un paese di serie B da Bruxelles. Roma può ottenere un portafoglio importante in cambio dell’abbattimento di Salvini, ma il suo commissario deve essere commissariato, perché non si sa mai. Che cosa pensa ancora oggi l’Europa dell’Italia l’ha fatto capire bene l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz: «L’Italia non deve diventare una seconda Grecia, non siamo disposti a pagare i debiti italiani».

Salvini avrà anche sbagliato, e sicuramente ha sbagliato, a fidarsi di falsi alleati, Polonia e Ungheria in testa a tutti, ma anche il nuovo governo giallorosso non sembra aver ben riposto la sua fiducia nei partner europei. «Respingiamo rigorosamente un ammorbidimento delle regole di Maastricht come richiesto da Italia», ha tuonato Kurz. Non male come inizio, visto che uno degli obiettivi espliciti di Gentiloni sarà riformare il Patto di stabilità e «ottenere maggiore flessibilità per i conti pubblici italiani», come dichiarato da Conte.

ITALIA OSSERVATO SPECIALE

Le sue parole sono state rimbalzate così da von der Leyen: «Il ministro dell’Economia italiano, Gualtieri, sa quali sono le aspettative nei confronti dell’Italia e credo che riusciremo a fare progressi su questi aspetti nel quadro delle regole concordate».

I ripetuti avvertimenti, velati o meno, che arrivano da Bruxelles confermano che l’Italia resta un osservato speciale. La fiducia non è affatto ristabilita e Gentiloni è già stato azzoppato. «Parlare di allentamento dei vincoli di bilancio, o magari addirittura di eurobond, davanti a Dombrovskis, è come agitare un panno rosso davanti a un toro: non conviene», sottolinea Repubblica. Alla faccia della svolta.

Foto Ansa