L’odio anticristiano esiste, ma esiste anche un cristianesimo arcigno, mieloso e moralista

Gli avversari della Chiesa fanno di tutto per dipingerci come degli idioti, ma qualcosa si può fare perché il volto del Nazareno non sia oscurato dalla nostra opaca “gestione”

Tratto da clandestinozoom – Che non ci sia in giro una gran simpatia per i cristiani lo si vede ogni volta che si accende un dibattito pubblico su questioni importanti (come ora in Francia sulla questione matrimonio e omosessualità). Si può chiamare “persecuzione” con precisione il fatto che mettano in galera nella patria della liberté un manifestante cattolico mentre lasciavano in libertà assassini terroristi come Battisti. E se pur i nostri fratelli in Corea o Filippine o Iraq o Sudan o Nigeria sopportano ben di peggio, l’odio anticristiano è simile. E va stigmatizzato.

Però c’è un fatto, imponente. Molti trovano antipatici i cristiani perché hanno fatto una esperienza antipatica del cristianesimo come è stato loro proposto. E non sto parlando dei casi eclatanti (più o meno pubblici) di scandalo o peccato. Quelli, per così dire, fanno parte del cristianesimo. E nessuno tra coloro che ha incontrato il cristianesimo autentico lo abbandona per lo scandalo dato da qualche prete o vescovo o da chiunque di noi. Il fatto è invece che molti, troppi, nel vecchio continente hanno incontrato un volto arcigno, ruvido senza profondità, pesante senza vita, mieloso senza dolcezza, superficiale senza perdono, mondano senza ironia, moralista senza tensione, psicologico senz’anima.

Basta sentire cosa fanno durante i corsi per fidanzati, o ascoltare la maggior parte delle omelie nelle Chiese. Di sicuro gli avversari del cristianesimo e della Chiesa fanno di tutto per dipingerci come degli idioti, dei pazzi oltranzisti e disumani. Spendono molte energie per questo. È sempre stato così. Chi conosce un po’ di storia (vera) dei cristiani sa che il potere dominante li ha sempre mal sopportati. Ma qualcosa (anzi un bel po’) si può fare a livello spirituale, culturale, estetico – insomma umano – perché il volto del Nazareno e il buon Dio non siano oscurati non solo dai nostri peccati ma anche dalla nostra opaca “gestione” di tale bene.