Lo Stato paga i debiti della pubblica amministrazione. Forse nel 2015 e soltanto la metà

La prima tranche da 8,1 miliardi di euro finora sbloccati non sarà spesa tutta quest’anno ma si andrà ben oltre il 2013. Ma soprattutto il decreto 35/2013 non sblocca nemmeno la metà del totale (40/50 miliardi di su 100)

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Debiti della p.a., lo Stato ancora non paga. Ma neppure sembra intenzionato a rispettare i termini di pagamento. Già, proprio così. Innanzitutto perché dalla data di entrata in vigore del decreto legge 35/2013 che avrebbe dovuto sbloccare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione finora nemmeno la prima tranche da poco più di 8 miliardi di euro è stata pagata; e in secondo luogo perché il termine ultimo del 5 luglio entro il quale le amministrazioni coinvolte avrebbero dovuto pubblicare l’elenco degli importi e dei tempi per il saldo dei propri debiti, non è per nulla stato rispettato. Di certo almeno non da parte di tutti gli enti e le amministrazioni coinvolte.

L’ANNO PROSSIMO I PRIMI 8 MILIARDI. Dai piani di pagamento finora pubblicati (quelli che almeno sono stati pubblicati), infatti, spiega il Sole 24 Ore, «emerge che già la prima tranche di 8,1 miliardi destinata agli enti locali (4,5 di allentamento del patto di stabilità e 3,6 di anticipazioni di liquidità dalla Cassa depositi e prestiti) non sarà spesa tutta quest’anno, ma sarà scaglionata andando ben oltre il 2013». Mentre non ancora tutte le regioni, i comuni e le pubbliche amministrazioni hanno pubblicato gli elenchi con scadenze e importi da corrispondere. Appuntamento rimandato, pertanto, al 2014 se non addirittura al 2015.

E IL RESTO? Senza dimenticare, peraltro, che lo stock complessivo dei debiti della p.a. ammonta complessivamente a oltre 100 miliardi di euro e il dl 35/2013, ribattezzato “sblocca crediti”, di fatto dovrebbe sbloccarne non più della metà entro il 2014: 30 miliardi di euro quest’anno (10 per la spesa in conto capitale e 20 per beni e servizi) e altri 20 l’anno prossimo. Con l’effetto che il deficit sul pil salirà dello 0,5 per centi, passando dal 2,5 al 2,9 per cento. Sempre, s’intende, che lo Stato riesca a pagarli.

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