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Litigare al Nord, fare pace al Sud

luglio 9, 2017 Mariarosaria Marchesano

Retroscena su un incontro chiarificatore avvenuto a Napoli tra Carlo Bonomi e Vincenzo Boccia dopo lo strappo di giugno

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia durante l'Assemblea di Confindustria a Roma, 24 maggio 2017. ANSA / LUIGI MISTRULLI

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Un po’ come quando si vuol salvare qualcuno che si stima da una strada sbagliata e un po’ come un avvertimento. Sembrava questo il tono di Carlo Bonomi, rivolgendosi al presidente di Confindustria che era seduto in prima fila, durante l’assemblea del 13 giugno che lo ha incoronato sedicesimo presidente di Assolombarda (il primo è stato nel 1946 Giovanni Falck). «Caro Vincenzo, noi ti daremo un grande supporto», ha detto Bonomi in modo quasi confidenziale, «entrambi però abbiamo ereditato una situazione difficile che, per il nostro ruolo, non possiamo ignorare: dalla vicenda del Sole non usciamo bene… Noi saremo pronti a dare tutto il sostegno necessario perché il Sole torni ad avere solidità finanziaria ed efficienza gestionale».

Poi ha incalzato: «Ma tutti insieme dobbiamo dare prova che quei gravi errori che ci hanno insegnato molto non siano più destinati a ripetersi». Un’offerta di aiuto con tutti i crismi, ma che pone dei paletti, sembra. E il presidente Boccia era lì ad ascoltare, sapendo di dover incassare perché in parte se l’aspettava che dalla potente Assolombarda sarebbe potuta arrivare qualche provocazione forte nel momento in cui si stanno decidendo gli schieramenti politici per le prossime elezioni e si sta affrontando la grave crisi del quotidiano confindustriale.

Ma, intanto, Boccia rimuginava sul modo di ricucire, appianare, riconciliare. Lui che in questo ha dimostrato doti non comuni. E così, a quanto pare, è stato, complice una trasferta inaspettata di Bonomi a Napoli. Ma andiamo per gradi. L’Assolombarda, che raggruppa le province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, è per dimensioni e rappresentatività l’associazione più importante di tutto il sistema confindustriale con 5.800 imprese iscritte. Non è un mistero che da tempo sia attraversata da una certa insofferenza nei confronti di quel sistema di potere e relazioni romano-meridionali che in associazione fa sentire un certo peso (“Il Nord non è Roma, come Roma non è il Sud”). Abbastanza scontata è anche la tentazione federalista che arriva da una certa base degli imprenditori iscritti all’associazione milanese. Quello che forse non ci si aspettava era che il neo presidente ripetesse più e più volte la parola «Nord» e frasi come «il metodo associativo del Nord» sottolineando, seppure indirettamente, tutta la forza in termini di Pil prodotto e di quote di iscrizione versate nelle casse di Confindustria rispetto ad altre realtà territoriali.

sole-24-ore-confindustria-tempi-copertinaÈ vero anche che, se sei il primo socio di un’entità, lo fai pesare nei momenti cruciali. E Bonomi lo ha fatto con un discorso impegnativo, per nulla accondiscendente nei confronti sia del governo Renzi, di cui pure ha riconosciuto la spinta riformatrice ma prendendo atto che si è poi sbiadita, sia nei confronti del governo Gentiloni, per il quale si è limitato ad esprimere «comprensione». Ripresa troppo lenta, continui esempi di malagestione e crisi bancarie, per non parlare del caso Alitalia: non si può più tacere, secondo Bonomi. «Per questo Assolombarda si farà promotrice di una serie di iniziative volte a ridisegnare visione, capacità di proposta, incisività dell’agenzia pubblica, in modo più adeguato alle nuove specificità che la questione settentrionale pone come sfida alle nostre imprese». E poi si arriva alla lezione di etica e morale: «Come Confindustria dobbiamo tornare a esercitare un’azione ferma perché tutti i rappresentanti delle istituzioni e della politica tengano comportamenti corretti che diano credibilità agli incarichi ricoperti. Altrimenti, la sfiducia vince, il populismo cresce».

Davanti alla maxi torta
Insomma, quasi una presa di distanza, che il presidente Boccia ha preso molto sul serio, visto anche il rapporto di stima che lega i due. Così, si è rivelato fondamentale per un chiarimento l’incontro che c’è stato a Napoli solo pochi giorni dopo in occasione dei festeggiamenti per il centenario della Confindustria partenopea (21-22 giugno). Boccia e Bonomi, immortalati insieme nella serata dei festeggiamenti davanti alla maxi torta, si sono anche parlati a tutto tondo ritrovando a quanto pare sintonia e coesione su vari temi. Tutto bene dunque? Si vedrà. Intanto, Bonomi, interpellato nei giorni scorsi sul tema dell’aumento di capitale aperto a soci sopra la soglia del 2 per cento, ha fatto sapere di «non essere parte in causa in questo momento» e che semmai gli verrà chiesto, ma non crede che questo avverrà, «saranno valutate tutte le opzioni possibili».

Foto Ansa

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