L’insostenibile peso della cronaca

Lettera a tempo

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Non sapevo che sarebbe finita così. Quando ho iniziato a scivere queste mie “Lettere a tempo” credevo che mi sarei sempre divertito: una intelligenza brillante, uno spiccato senso dello humour, una discreta cultura mi avrebbero sempre aiutato a superare di slancio l’orrore delle cronache… invece oggi vi scrivo per l’ultima volta. Non ce la faccio più, il disgusto ha il sopravvento, e io d’altra parte non ho la vocazione del moralista. Il Disegno è superiore alla mia facoltà di comprensione e la mia Fede (che come sapete non è nel mio caso personale, indirizzata a uno specifico Dio) è piuttosto Fatalismo e Rassegnazione. Insomma qui ci voleva un combattente (come dite voi, un soldato di Cristo) mentre io sono un “pancifichista piccolo borghese”… così, appurato che ora si scritturano cadaveri per il cinematografo, buoni da crivellare con il mitra tanto per far vedere dal vero l’effetto delle pallottole, mi sono arreso. Se è vero che non si muove foglia che Dio non voglia, mi rimetto alla Sua volontà: facciano quello che vogliono, continuino a farci del male. Io scelgo l’ignoranza, il non sapere, la conseguente indifferenza. Torno a essere primitivo, altro che carta stampata: hanno ragione i barbari che ci stanno invadendo, loro di questioni etiche se ne fanno poche ed è così che avanzano e diverranno il nostro futuro. È la Storia, è sempre stato così e sempre così sarà. Bye bye Europa e bye bye anche a voi, poveri amici miei. Prevedo un inverno piovoso in cui si cercherà di dimostrare che Andreotti ha messo in contatto Riina con Berlusconi per fare ammazzare Borsellino due anni prima che Berlusconi decidesse di entrare in politica. Vedete voi che morale trarne, io sono troppo stanco.

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