L’infanzia di Gesù raccontata dal Papa forse nelle librerie già a Natale

Per il vaticanista Andrea Tornielli Benedetto XVI potrebbe concludere questa estate la stesura della terza parte di Gesù di Nazaret. Parlerà del Gesù fanciullo, senza trasformarlo in una fiaba.

Come scrive sulla Stampa il vaticanista Andrea Tornielli, Benedetto XVI nel silenzio della residenza estiva di Castel Gandolfo sta lavorando al terzo volume della “Vita di Cristo”, che si baserà sull’infanzia di Gesù. Infatti, nella prefazione del primo volume papa Ratzinger scriveva così: «Con la seconda parte spero ancora di poter offrire anche il capitolo sui racconti dell’infanzia, che per ora ho rimandato».

Ma il secondo voluminoso tomo dal titolo “Gesù di Nazaret: dall’ingresso in Gerusalemme fino alla resurrezione”, fu dedicato come la stessa copertina indicava agli ultimi giorni in Terra di Cristo, un’approfondita riflessione storica sul nucleo del Cattolicesimo:la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù. Benedetto XVI disse poi che i racconti dell’infanzia di Gesù non fossero ”nell’intenzione essenziale” del tragitto storico che voleva illustrare ai fedeli di tutto il mondo, ma lasciava una porta aperta: «Voglio tentare di rimanere fedele alla mia promessa e presentare su tale argomento ancora un piccolo fascicolo, se per questo mi sarà data ancora la forza». Il vaticanista Tornielli, infatti, rivela che già l’estate scorsa il Papa ha affrontato la stesura di questo libro, che forse non sarà composto dalle centinaia di pagine dei volumi precedenti ma non sarà neppure una loro appendice.

Resta da capire come Benedetto XVI dipanerà storicamente e teologicamente l’argomento, avendo già insistito che «per la fede biblica è fondamentale il riferimento a eventi storici reali. Essa non racconta la storia come un insieme di simboli (…), ma si fonda sulla storia che è accaduta sulla superficie di questa terra». La preoccupazione di Benedetto XVI è quella di non presentare «un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba», precisando che «solo il bambino che giace nel presepe possiede il vero segreto della vita». Come si sa, l’infanzia di Gesù è poco raccontata dai Vangeli riconosciuti dalla Chiesa, cronache fedeli dei suoi anni di vita pubblica. Soltanto due dei quattro raccontano la nascita a Betlemme, ma poi si differenziano sempre in maniera essenziale su altri episodi “familiari”: Matteo, per esempio, racconta l’episodio della visita dei Magi, la strage degli innocenti e la fuga in Egitto. Luca, invece, contiene il dettaglio sull’Annunciazione alla Vergine Maria, l’episodio del censimento, la partenza da Nazaret e l’adorazione dei pastori nella notte della Natività. Sempre Luca descrive l’unico episodio che riguarda un Gesù adolescente, già cosciente della Sua missione redentrice: quello in cui viene ritrovato dai suoi genitori, che lo avevano perso in un pellegrinaggio a Gerusalemme, mentre ascolta e interroga i maestri del Tempio. Di racconti di Gesù fanciullo sono pieni invece i vangeli apocrifi, mai riconosciuti ufficialmente dalla gerarchia ecclesiastica.

Ma la curiosità nei confronti di ciò che i Vangeli non raccontano è sempre stata grande. Prima veniva espressa su carta di papiro e oggi in fiction televisive, che rischiano di trasformare l’avvenimento cristiano in una innocua fiaba. Attendiamo, quindi, di leggere le pagine scritte da Benedetto XVI: appuntamento, forse, già al prossimo Natale.