L’importante è dare i numeri

Gadget&fashion

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Ha appena invaso le librerie di tutto il mondo: è “Il Guinness dei primati”! Con una tiratura di oltre 77 milioni di copie in tutto il mondo, diffuso in 40 paesi e in 37 lingue diverse! È l’elenco dei fenomeni più eccezionali. È un “must” che non può mancare nella libreria di casa. Cos’è esattamente? È la pubblicazione che ogni anno raccoglie i record e primati delle maggiori curiosità della terra – dagli eventi più straordinari, ai fenomeni fisici e della natura più incredibili e più unici. Non importa di cosa si tratta, l’importante è che sia “di più”. Annualmente seleziona e aggiorna i record più strani raggruppandoli in categorie: personaggi famosi, gente ricca e aziende potenti. Natura, animali, disastri, tecnologia, musica, arte e record sportivi: a ogni voce spetta un capitoletto. Qualche esempio? Quali sono gli attori che si sono sposati più volte nella loro vita? Stan Laurel e Lara Turner, tra i più noti, lo hanno fatto otto volte. E Liz Taylor? Lei pure otto, ma due volte sempre con Richard Burton, perciò conta meno. Il più famoso attore diventato politico? Ronald Reagan. E l’attore cha ha più film con incassi da oltre 100.000 dollari? Harrison Ford. E l’attrice? Julia Roberts. La “tap” model più bassa? Kate Moss. La più alta? Elle MacPherson. Quella con le gambe più lunghe? Nadja Auermann. Spazio consistente è dedicato a Diana con la maggior audience per il suo funerale (e con più fiori davanti a Buckingham Palace), il suo matrimonio, è stata la più fotografata degli anni ’90, è stata la celebrità con più gadget in suo onore (25.000 prodotti) e siti internet (36.000). Poi seguono i politici. Il più ospedalizzato? Yeltsin. Quello con lo staff più numeroso? Bill Clinton. E via via fino all’uomo più anziano del mondo, quello che mangia più metallo, il rospo più grande. Tutto vale se è numerabile e se il numero è alto. Poco, medio, quotidiano, secondo, o intermedio non sono interessanti. E i miracoli? Anche per loro c’è posto, basta che battano qualche record. La statua della Madonnina che ha pianto di più? Civitavecchia ha vinto su tutte. E il periodo più lungo della presenza di stigmate? Sono rimaste per 50 anni sul corpo di Padre Pio.

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