Libertà, buone maniere e altri ordini spontanei

Di Gilberto Corbellini
07 Gennaio 2026
Il contributo di Gilberto Corbellini (Università La Sapienza, Roma) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Guia Soncini sulle buone maniere

La percezione che la società in cui abitiamo sia diventata più rumorosa e maleducata, meno spontanea, più volgare, ecc. è un bias generazionale strutturale. Non è una novità. Si potrebbe dire che a ogni generazione tocca la stessa pena. Ha una qualche utilità socioculturale, se Mark Twain ironizzava sul fatto che i giovani giudicano i genitori ignoranti, salvo poi scoprire che cambiano le percezioni, non il mondo. Molto prima, Socrate, Aristofane, Seneca, i moralisti settecenteschi, i vittoriani e i critici del Novecento hanno ripetuto lo stesso lamento. Ogni generazione ha creduto che i propri costumi stessero perdendo autenticità e che le buone maniere si stessero estinguendo.

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