L’Europa tra nichilismo post illuministico e la questione islamica

Cracovia, conferenza organizzata dal Centro internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa

Il Centro internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa terrà una Conferenza sul tema “L’Europa tra il nichilismo post illuministico e la questione islamica” che si svolgerà a Cracovia il 29 maggio prossimo. L’evento sarà promosso unitamente all’Arcivescovo Metropolita di Cracovia Mons. Marek Jedraszewski e alla Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia con la collaborazione dell’istituto Acton. Il Presidente della Repubblica di Polonia ha concesso l’Alto Patrocinio.

Conferenza di particolare attualità perché affronta il tema cruciale dell’Europa e dell’Occidente oggi, dominati da una crisi in cui i principi fondamentali della tradizione cristiana e laica sono veramente messi alla prova. Infatti la situazione è caratterizzata dalla presenza attiva di due grandi forze:

La prima che porta all’estrema conseguenza la tradizione razionalistica ed illuministica dell’Occidente e che si configura come un pensiero unico dominante (“anche oggi c’è l’idolatria del pensiero unico. Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così non sei moderno, non sei aperto” Papa Francesco 10.4.2014) di matrice teorica ateista e di conseguenze comportamentali immoralistiche. L’Occidente dominato da una crisi in cuì si corrompono i principi fondamentali della tradizione cristiana e laica dell’Occidente (le “sabbie mobili del nichilismo” Giovanni Paolo II). “Il nichilismo, prima ancora di essere in contrasto con le esigenze e i contenuti propri della parola di Dio, è negazione dell’uomo e della sua stessa identità. Non si può dimenticare infatti che l’oblio dell’essere comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell’uomo. Si fa così spazio alla possibilità di cancellare dal volto dell’uomo tratti che ne rilevano la somiglianza con Dio, per condurlo progressivamente o ad una distruttiva volontà di potenza o alla disperazione della solitudine. Una volta che si è tolta la verità all’uomo, è pura illusione pretendere di renderlo libero. Verità e libertà, infatti osi congiungono insieme o insieme miseramente periscono” (Fides et ratio, n. 90). Come ricordava spesso il Card. Carlo Caffarra, in occidente la verità è diventata opinione, il bene è diventato egoismo, il giusto è diventato giustizialismo e il bello si esprime nelle più varie tendenze ludico-evasive.

Dall’altra parte l’Europa è tenuta sotto scacco dalla imponente forza qualitativo-quantitativa dell’islam teso ad occupare tutti gli spazi culturali e sociali della nostra civiltà. Secondo Benedetto XVI lo sbocco positivo di questa radicale alternativa è legato soltanto al recupero dei fondamenti della tradizione cristiana attualizzati da una autentica esperienza di Chiesa.

Determinante diventa dunque una esperienza ecclesiale attuale, libera sia dalla tentazione tradizionalistica sia dalla tendenza ad autodissolversi nel nulla.

La Conferenza vedrà presenti eminenti personalità della cultura e della Chiesa e coinciderà con l’apertura delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di San Giovanni Paolo li (maggio 2019 — maggio 2020).