Le decisioni della presidente della Commissione europea sono sempre più azzardate, e la base politica ed economica che la sosteneva si sta logorando. Rassegna ragionata dal web
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen (foto Ansa)
Sul Sussidiario Giulio Sapelli scrive: «Definire il bilancio è il dibattito rivelatore dei rapporti di forza che nell’Ue si devono affrontare: ogni sette anni traspaiono veramente in forma plastica i poteri degli Stati e delle filiere delle imprese. Germania e Paesi Bassi tendono a rifiutare aumenti dei conti comunitari che vanno ben oltre l’1% del Pil dell’Ue. E anche questa volta l’Aja ha dichiarato che “il bilancio proposto è molto alto”, mentre le nazioni del Sud tornano sempre a chiedere più attenzione».
Una autocentrata burocrazia tecnocratica più rapporti di forza tra gli Stati e i sistemi produttivi non di rado abbastanza brutali sono stati la base del funzionamento dell’Unione europea in parte nel dopo 1992 e pienamente nel 2008 (fallito il tentativo di avere una eurocostituzione nel 2005). Però le condizioni internazionali (innanzi tutto la piena solidarietà interatlantica, lo sbandamento della Russia e la cautela della Cina) che hanno consentito finora questo stato di cose, ...
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